Rating Italia, Standard & Poor’s e il rischio tempesta

Il verdetto dell'agenzia di rating americana diventa particolarmente significativo, perché potrebbe cambiare l'umore dei mercati finanziari nei confronti del nostro Paese

Al momento si è andati avanti, tra mille tensioni, polemiche e perplessità, ma senza particolari scossoni. O almeno, non così grande da non poter essere gestiti.

IN ATTESA DI GIUDIZIO – Clima sereno? Ovviamente no. Negli ultimi mesi, abbiamo fatto i conti con più di qualche nuvolone. Ma la vera tempesta, tutt’altro che perfetta, potrebbe scoppiare proprio oggi, venerdì 26 aprile 2019.

A fine giornata, a mercati rigorosamente chiusi come prevedono le regole, Standard & Poor’s comunicherà e il suo rating sul debito italiano. A ottobre 2018 l’agenzia americana confermò il giudizio sul nostro grado di affidabilità (BBB), abbassando però l’outlook, le prospettive.

Fino ad ora, le agenzie di rating hanno scelto la strada della cautela, dando tempo al Governo italiano, restando ben allerta alla finestra a guardare gli sviluppi.  Ed è proprio in quest’ottica, che il verdetto di S&P diventa particolarmente significativo, perché potrebbe cambiare l’umore dei mercati finanziari nei confronti dell’Italia.

Giornata di tensione che sta pesando sull’andamento dei titoli di Stato italiani sui mercati finanziari. Dopo la sosta di Pasqua, lo spread tra i Btp italiani e i Bund tedeschi mostra una tendenza al rialzo. Ieri il rendimento si è impennato attorno ai 270 punti, il top dallo scorso febbraio. Il rendimento del decennale avanza al 2,69%.

LA PROFEZIA DI BLOOMBERG – Nella giornata del Sabato Santo, intanto, arriva l’alert di Bloomberg che ha pubblicato un editoriale a firma dell’articolista Marcus Ashworth che fa il punto sulla condizione economica del nostro Paese: “Tutti sappiamo che la prossima crisi in Italia è in arrivo, è semplicemente una questione di quando”.

“CRISI IN ARRIVO” – E ancora: “Il deficit di bilancio sta deragliando fuori controllo, e a un certo punto Bruxelles dovrà intervenire per far fronte alla sempre più probabile violazione delle sue regole fiscali”.

Tradotto: lo scontro tra Italia e Commissione UE al momento addormentato è pronto a risvegliarsi con maggior vigore di prima con Bruxelles che di certo ha mal digerito più di una mossa da parte di Roma.

NON E’ ANCORA EMERGENZA, MA INVESTITORI SI RIPOSIZIONANO – Come detto, i mercato sono alla finestra,prosegue Bloomberg. I bond a 10 anni “sono stati molto popolari quest’anno, ma i rendimenti sono aumentati nelle ultime settimane”. L’Italia non è ancora in zona d’emergenza, ma gli investitori “si stanno posizionando per quello che viene considerata un’inevitabile riedizione dello scontro fra Bruxelles a Roma, che spinse i rendimenti sulle obbligazioni a 10 anni sopra il 3,5%”

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