Rapporto I.T.A.L.I.A., cogliere l’appeal del Made in Italy per costruire il futuro

(Teleborsa) – C’è un’Italia apprezzata nel mondo per la sua capacità di produrre ricchezza e bellezza puntando sulla creatività e sull’innovazione tecnologica. Un’Italia riconosciuta tra le economie più green e circolari, apprezzata per sensibilità e responsabilità, come nella tragedia dei migranti nel Mediterraneo.

Lo dicono i dati sul nostro surplus commerciale manifatturiero e la conferma dell’Italia come uno dei paesi più apprezzati, e non solo più conosciuti, nell’immaginario collettivo globale.

Questo e molto altro emerge dal Rapporto I.T.A.L.I.A. 2017 – Geografie del nuovo made in Italy, realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere e dalla Fondazione Edison, giunto alla sua terza edizione.

Scorrendo le pagine della ricerca scopriamo che l’Italia sa essere innovativa, versatile, creativa, reattiva, competitiva e vincente. Soprattutto sui mercati globali. Tanto che nel triennio 2014-2016 le nostre esportazioni sono cresciute di 26,7 miliardi di euro, seconda migliore performance in valore assoluto tra i 4 maggiori paesi dell’Eurozona dopo la Germania. Facendo guadagnare, nel 2016, alla nostra bilancia commerciale un nuovo surplus record con l’estero: 51 miliardi di euro. Da record anche il surplus commerciale manifatturiero, quello dell’Italia è infatti il quinto al mondo – con 90,5 miliardi di euro al 2016 – dietro alla Cina, alla Germania, alla Corea del Sud e al Giappone.

È un’Italia sulla quale puntare per sconfiggere antichi mali che affliggono la nostra vita nazionale: il debito pubblico, le diseguaglianze sociali, l’economia sommersa e quella criminale, la burocrazia pervasiva e inefficace – e per vincere nuove sfide, prima tra tutte quella del cambiamento climatico. 

Una sfida conveniente per la nostra economia come dimostrano le oltre 385 mila aziende italiane (26,5% del totale dell’industria e dei servizi, nella manifattura addirittura il 33%) che durante la crisi hanno fatto investimenti per migliorare le proprie performance ambientali con vantaggi competitivi in termini di export, di innovazione e di fatturato.

L’identità possibile del sottotitolo della terza sessione di questo seminario è allora quella di un Paese che ha tutte le potenzialità per cogliere le nuove opportunità di questo tempo: quelle aperte dalla sfida al cambiamento climatico di cui l’Italia vuole essere uno dei principali protagonisti, insieme agli altri paesi europei e con una Cina decisa a perseguire gli accordi sul clima di Parigi rafforzando così il suo ruolo geopolitico.

“L’Italia è percepita come un bouquet di eccellenze di prodotti, di brand e di territori”, afferma il segretario generale di Unioncamere Giuseppe Tripoli, ricordando che in sette anni le nostre esportazioni sono cresciute significativamente (+43%) e per saldo commerciale su quasi mille prodotti siamo leader nel mondo o nelle primissime posizioni. 

“Per affrontare il futuro l’Italia deve fare l’Italia e puntare su green economy, cultura, innovazione e coesione”, sottolinea Ermete Realacci, Presidente della Fondazione Symbola.

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