Rapporto Accenture, le 5 “C” della trasformazione del settore oil&gas

(Teleborsa) – L’industria del petrolio e del gas è al centro di grandi sfide e trasformazioni, confrontandosi con un’offerta sempre più diversificata e con una domanda eterogenea e in continua evoluzione. Le aziende operanti in questo settore dovranno quindi reinventare i loro modelli di business, secondo schemi e canoni dettati dalla transizione energetica.

Accenture crede che siano 5 i fattori abilitanti di questa trasformazione, che porterà non solo a cogliere appieno le sfide della transizione energetica, ma anche a raggiungere un valore potenziale fino a 500 miliardi di dollari l’anno entro il 2023. Le 5 “C” della trasformazione sono: competitività, connettività, carbonio, clente, cultura.

Quanto alla competitività, si sottolinea l’importanza crescente di collegare le performance ai criteri ESG e di integrare sostenibilità legata alla digitalizzazione nella strategia aziendale per imporsi come “leader di domani” (Twin Transformation).

Rispetto alla connettività si ritiene che la spesa per il cloud del settore possa aumentare ad un tasso di crescita annuale (CAGR) di oltre il 20%, poiché le tecnologie che guideranno la trasformazione saranno legate all’implementazione di soluzioni cloud e cybersecurity.

Altro tema cruciale è il controllo delle emissioni di carbonio, che ammontavano nel 2020 a 40 giga tonnellate. L’imperativo per le aziende è gestire l’industria del carbonio attraverso la Carbon Intelligence, volta a controllare, migliorare e monetizzare operazioni, prodotti e portafogli più sostenibili, incorporando e integrando i dati sulle emissioni di carbonio, le analisi e le intuizioni attuabili nel core business e in tutta la catena del valore.

Rispetto alla variabile cliente, si ritiene che la domanda di benzina per motori diminuirà del 20% nei prossimi 10 anni e che le gas station dovranno essere reinventate, divenendo luoghi dove poter garantire un’offerta di servizi diversificata rinsaldando il rapporto con i consumatori. Il valore sarà misurato non più sui volumi venduti ma sulla forza delle relazioni con il cliente.

La transizione impone poi anche un cambio di cultura, non solo appannaggio dei leader o del board, ma dell’intera popolazione aziendale ed invece il profilo delle competenze (percorsi upskillng e reskilling).

Le compagnie petrolifere e del gas sono chiamate ad affrontare veri e propri cambiamenti strutturali in grado di migliorare permanentemente l’ambiente in cui operano. La concorrenza delle nuove fonti di energia, la responsabilità ambientale, la scarsità di talenti e le difficoltà nel reperire capitali da parte degli investitori richiedono azioni mirate ed immediate che coinvolgono tutti gli attori dell’intero ecosistema. Le aziende dovranno fare la loro parte per fornire energia affidabile, raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050 e offrire ritorni competitivi agli investitori.

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