La pubblicità del pacchetto calcio è ingannevole: l’antitrust multa per 7 Milioni

Sotto accusa lo spot sull'offerta del "pacchetto calcio" di Sky

Pubblicità ingannevole e multa milionaria. È quanto ha stabilito l’Antitrust sul caso Sky, il cui messaggio pubblicitario inerente il “pacchetto calcio” è stato giudicato scorretto e non in linea con i principi di trasparenza sanciti dall’Authority.

Tutto è iniziato con le segnalazioni di alcuni utenti pervenute attraverso la piattaforma “Altroconsumo” e altre associazioni dei consumatori, come Codacons, Codici e Udicon. La cosa che quasi tutti lamentavano era che la pubblicità lasciasse intendere che tutte le partite della Serie A fossero incluse nell’abbonamento.

Immediato l’esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato giustificato dall’esigenza di fare chiarezza sull’offerta Sky Italia per la stagione calcistica in corso e sulla conseguente correttezza del relativo messaggio pubblicitario.

L’istruttoria aperta dall’Authority  ha acclarato due violazioni dalle quali scaturiscono sanzioni pari a 7 milioni di euro per pubblicità ingannevole e pratica aggressiva. E non è tutto, perché a rincArare la dose sono intervenute immediatamente le stesse associazioni dei consumatori che ora chiedono il rimborso per gli utenti.

La replica di Sky non si è fatta attendere, ma si è limitata ad un laconico commento di indignazione e la promessa di un ricorso immediato: “Massima trasparenza con i nostri clienti, faremo ricorso”. La società ritiene “infondata tale decisione sotto molteplici profili” e sottolinea di non aver “ribaltato sulla propria clientela i maggiori costi sostenuti per l’acquisizione dei diritti del campionato di serie A”.

Dal canto suo, l’Antitrust contesta a Sky la colpa di non avere informato i clienti in modo chiaro, immediato ed esaustivo del contenuto del Pacchetto Calcio 2018-2019, con la conseguenza di “un indebito condizionamento” nei confronti dei clienti abbonati.

Sempre secondo la sentenza, che ora rischia di avere ripercussioni anche su Dazn, la pubblicità non avrebbe evidenziato “tutti i principali elementi informativi, creando così nei consumatori la convinzione di potersi assicurare la visione di tutte le partite”. Come se tutto ciò non bastasse, gli abbonati “sono stati costretti a scegliere tra due possibilità entrambe svantaggiose, ovvero – spiega l’Antitrust – mantenere l’abbonamento allo stesso prezzo anche se l’offerta era inferiore alle aspettative oppure recedere con il pagamento di penali e/o la perdita di sconti e promozioni connessi alle offerte con vincolo di durata minima”.

La controversia nasce dal fatto che per il triennio 2018-2021 Sky si è aggiudicata i diritti TV di 7 partite su 10, mentre 3 sono andata a Perform, società che in Italia controlla DAZN. Ricapitolando: poca chiarezza, pubblicità ingannevole e multa milionaria in arrivo. Non un grande inizio d’anno per Sky.

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