Pubblica Amministrazione, la Consulta blinda la legge Severino. E la Campania trema

La legge Severino contro i reati nella Pubblica Amministrazione è ormai “blindata”.

Ieri la Corte Costituzionale ha dichiarato che la legge 190/2012 contenente “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione” è costituzionale, dichiarando infondato il ricorso di De Magistris.

E’ stata proprio la vicenda del Sindaco di Napoli a far finire la legge che porta il nome del Ministro della Giustizia del Governo Monti sul tavolo della Consulta.

Il TAR della Campania aveva infatti accolto la richiesta di sospendere l’efficacia del provvedimento del Prefetto di Napoli, scattato a seguito dell’inchiesta Why Not e della condanna penale in primo grado a un anno e tre mesi per abuso d’ufficio, rinviando gli atti alla Corte Costituzionale, sollevando così un’ombra sulla legittimità di due articoli della Legge Severino.

La norma contestata è quella che prevede la sospensione dalla carica per 18 mesi per gli amministratori locali colpiti da condanne penali, anche non definitive, per determinati reati.

Questo pronunciamento potrebbe rendere ingovernabile la Campania: oltre al essere privata del primo cittadino del capoluogo, la regione potrebbe restare anche orfana del Presidente Vincenzo De Luca.

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