Prysmian, nel 2020 centrati i target di redditività

(Teleborsa) – Prysmian chiude il 2020 con ricavi che sono ammontati a 10.016 milioni registrando una variazione organica del -10,3%; escludendo il segmento Projects la variazione organica è del -8,3%, in miglioramento nel quarto trimestre a -4,8%.

L’Ebitda Adjusted si è attestato a 840 milioni di euro, risultato che “conferma la resilienza del Gruppo al contesto di mercato fortemente deteriorato, anche grazie alla adozione di tempestive azioni di contenimento dei costi e al miglioramento del business mix che ha consentito di preservare i margini”, spiega la società nella nota dei conti.

L’Ebitda si è attestato a 781 milioni contro i 907 milioni del 2019, mentre il risultato operativo ammonta a 353 milioni rispetto a 569 milioni dell’anno prima.

L’Utile Netto di pertinenza degli azionisti della Capogruppo è pari a 178 milioni contro i 292 milioni del precedente esercizio.

La “forte generazione di flussi di cassa” ha consentito al Gruppo di accelerare il percorso di ulteriore riduzione dell’Indebitamento Finanziario Netto che ammonta a 1.986 milioni (2.140milioni al 31 dicembre 2020). Tale sensibile riduzione – si legge nella nota – è stata possibile grazie alla generazione di cassa pari a 487 milioni, prima dei pagamenti relativi alle tematiche antitrust.

Quanto all’outlook, il Gruppo prevede di realizzare nell’esercizio 2021 un Ebitda Rettificato compreso nell’intervallo di 870-940 milioni. Si prevede inoltre un impatto negativo sul risultato operativo di Gruppo, “dovuto all’effetto traslativo della conversione nella valuta di consolidamento dei risultati delle consociate” per un importo di circa 20-25 milioni. L’ammontare cumulato dell’impatto negativo dei cambi nel biennio 2020 e 2021 (atteso) è stimato in circa 55 milioni.

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