Prove di Brexit, la fuga di capitali da Londra suggerisce che dobbiamo prepararci al peggio

(Teleborsa) – Più della metà degli investitori (71%) è convinta che al referendum sulla Brexit di giugno il Regno Unito non uscirà dall’UE e vede il rischio Brexit come “improbabile” o “per niente probabile”. Ma la grande fuoriuscita di capitali da Londra alimenta i timori che invece dobbiamo prepararci al peggio.

E’ quanto emerge da sondaggio condotto da Bank of America Merrill Lynch, su 168 partecipanti che gestiscono 505 miliardi di dollari, secondo cui i gestori dei fondi di tutto il mondo si stanno posizionando per “un’estate choc”: il referendum sulla Brexit, la paura per un default cinese e i timori che le politiche espansive monetarie delle banche centrali stanno per finire. 

Sul fronte azionario britannico, i gestori dei fondi ritengono che i titoli inglesi siano precipitati al livello più basso dal novembre 2008, mentre per il 20% degli investitori la sterlina si sottovaluterà ulteriormente se al referendum vincerà il sì, ovvero se la Gran Bretagna uscirà dall’UE.

Da più fronti, nell’ultimo periodo, sono arrivati avvertimenti sui rischi da Brexit, con la possibilità di una recessione e ricadute anche per l’intera Unione Europea. 
 
Via via che si avvicina il referendum, in calendario il prossimo 23 giugno, si moltiplica il coro dei no: dopo l’allarme lanciato dal Cancelliere George Osborne e le valutazioni negative di Standard and Poor’s, anche il Presidente americano Barack Obama ha mostrato la sua contrarietà, mentre il Giappone ha detto di temerne gli effetti e l’UE ha inserito questa ipotesi come rischio nelle nuove stime di crescita. L’ultima Cassandra a cantare è stato il Fondo Monetario Internazionale, che ha detto un no secco all’indipendenza del regno unito dall’UE.

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