Progetto Eni per approvvigionamento gas in Sardegna, Mauro Pili: “Roba da terzo mondo”

(Teleborsa) – Un piano di approvvigionamento di gas per la Sardegna attraverso un mega deposito galleggiante in mezzo al mare, davanti all’isola dell’Asinara. Questo è l’argomento discusso alla Camera dei Deputati e messo in luce dall’onorevole Pili del gruppo Misto.

Il parlamentare ha spiegato che “nei giorni scorsi è stato recapitato a Palazzo Chigi, alla regione Sardegna e al Ministero dello sviluppo economico un «piano GAS SARDEGNA» dell’Eni, definito «strettamente confidenziale»”.

L’onorevole ha evidenziato che il progetto dovrebbe essere “concretizzato in sei mesi, attraverso due fasi proposte dall’Eni: la prima prevede una soluzione «ponte» da attuarsi con rimorchi e cisterne (fino a 20 milioni di metri cubi all’anno) a partire dal 2017 e poi la soluzione «industriale» tramite depositi galleggianti a Porto Torres a partire dal 2020”.

Secondo il parlamentare questo sarebbe il “piano energetico più inaccettabile della storia della Sardegna”, infatti “l’Eni – ha proseguito il parlamentare –  pensa di approvvigionare l’isola come nel terzo mondo, con «carriole del gas» via mare e peggio ancora via terra”.

Si tratta “dell’adozione di una configurazione a stoccaggio galleggiante (FSU — floating Storage Unit) basato su una nave metaniera permanentemente ormeggiata che rappresenta, secondo i dirigenti dell’Eni, una soluzione efficiente dal punto di vista dei costi e dei tempi di realizzazione”. Secondo il parlamentare invece “il risultato per l’Ente di Stato è, in realtà, fare molti utili, traendo profitto dall’assenza del gas metano, e investendo praticamente niente”.  

L’Eni, ha fatto presente l’onorevole Pili, ha presentato il piano “dopo aver minato in tutti i modi il metanodotto Galsi”, il progetto che mira alla realizzazione di un gasdotto destinato all’importazione di gas naturale dall’Algeria all’Italia continentale attraverso la Sardegna.

“A far scattare l’operazione dell’Eni – ha spiegato l’onorevole – è stato l’intervento del presidente della regione Sardegna che ha annunciato uno pseudo piano per realizzare il metanodotto partendo dalla Toscana; proposta che l’Eni, nei documenti consegnati a palazzo Chigi, «boccia» senza mezzi termini nella relazione introduttiva: «scartata per gli alti costi e tempi di realizzazione, senza possibilità di modularizzazione»”.

Dietro a tali premesse, l’onorevole Pili ha chiesto al Governo se “abbia maturato una propria strategia e quale sia la risposta data all’ente di Stato” e se “non ritenga rigettare l’ipotesi di tale impianto e ripristinare le relazioni internazionali per la realizzazione del metanodotto Galsi”.

Inoltre il parlamentare ha chiesto ai Ministri se “nel frattempo non ritengano necessario predisporre apposite iniziative normative per abbattere i costi energetici in Sardegna proprio per l’assenza di metano”.

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