Prodotti “taroccati” sempre più ricercati per “fare economia”

(Teleborsa) – L’illegalità continua a crescere in Italia, trovando fra i reati più ricorrenti quello della contraffazione, che colpisce alcuni settori (abbigliamento e calzature) più di altri. Lo conferma la Confcommercio, che ha anche lanciato una settimana di mobilitazione in vista della Giornata nazionale “Legalità mi piace!” del 25 novembre prossimo.

Secondo un sondaggio condotto dall’associazione di categoria, 1 consumatore su 4 quest’anno ha acquistato almeno una volta un prodotto o servizio illegale. Per il 70% dei consumatori l’acquisto di prodotti o servizi illegali è sostanzialmente legato a motivi di natura economica ed è piuttosto normale. Tant’è che le categorie che più vi ricorrono sono casalinghe, pensionati, impiegati e operai (tutti soggetti a basso reddito), preferibilmente donne e perlopiù abitanti al Sud. 

I settori più colpiti dai “prodotti taroccati” restano l’abbigliamento (+11,3%), le calzature (+5,9%) e la pelletteria (+2,8%), mentre diminuisce quello di prodotti contraffatti appartenenti alle categorie potenzialmente più pericolose per la salute, come alimentari, cosmetici e profumi (-5,4%).

Il danno cresce per le imprese, che lamentano (nel 62,5% dei casi) anche il prodotto dell’illegalità, ovvero la concorrenza sleale di altre imprese che fatto profitti con l’illegalità e la contraffazione.

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