Primarie Pd: si sceglie il nuovo Leader. Code ai “gazebo”, si vota fino alle 20

(Teleborsa) – Il Pd riparte. O almeno ci prova. Oggi, infatti, 3 marzo è la domenica delle Primarie per il Partito Democratico: 7mila i seggi aperti dalle 8 alle 20, in tutta Italia, per scegliere il nuovo Segretario del Pd. Chiunque, non solo gli iscritti, può recarsi a votare per dare un volto nuovo al PD: è sufficiente presentare la tessera elettorale, un documento e versare un contributo di due euro.
Sfida a tre tra l’attuale reggente Maurizio Martina, il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e il deputato Roberto Giachetti.

CODE AI GAZEBO – Alla vigilia, a preoccupare era la scommessa sui numeri. L’obiettivo, dichiarato, è raggiungere almeno un milione di votanti, una soglia già ampiamente più bassa del milione e ottocentomila votanti registrati all’ultimo congresso, quasi due anni fa. Questo anche tenendo conto dello statuto del Pd secondo il quale se non si supera il 50% dei voti alle primarie spetterà all’Assemblea, convocata per il prossimo 17 marzo, indicare il nuovo Segretario.

Scommessa se non ancora vinta quantomeno sulla buona strada. Già dalle 10 del mattino, infatti, si sono registrate le prime code ai gazebo, soprattutto nelle grandi città come Milano, Roma, Bologna, Palermo e Torino, ma l’affluenza è alta anche in altre regioni come ad esempio in Puglia e Calabria. “Abbiamo file ai seggi ovunque, non solo a Roma. Chiediamo un po’ di pazienza. Si dice che chi parte bene…”, ha scritto su Twitter il Segretario del Pd Lazio, il senatore Bruno Astorre.

“RISPOSTA STRAORDINARIA” – Complice la giornata clemente in tante parti d’Italia, la risposta dunque sembra positiva. Uno dei primi a commentare è proprio Nicola Zingaretti, che sono in tanti a dare per vincente. Soddisfatto il Governatore del Lazio: “Abbiamo chiesto fiducia e passione – ha detto – mi sembra che ci sia una risposta straordinaria in tutta Italia. È un bellissimo segnale. È il tempo di ricostruire e di cambiare, quello che occorreva è questa immensa passione per gli italiani. Comunque vada è un grazie immenso, era quello di cui c’era bisogno”.

Intanto, dall’ex Presidente del Consiglio e Segretario del Pd Renzi, arriva un messaggio agli sfidanti: “Chiunque vinca non dovrà temere da parte mia alcuna guerriglia come quella che io ho subito. Alcuni media dicono che si deve andare a votare “contro Renzi”. Io penso che sia il riflesso condizionato di chi a sinistra combatte da sempre il Matteo sbagliato”.

CALENDA FA LO SCRUTATORE – Invito al voto per le primarie anche di Carlo Calenda, che ha lanciato la campagna ” Siamo europei” contro i sovranisti per un listone unico, di cui il Pd dovrebbe essere l’azionista di riferimento: “Non voterò per nessuno dei candidati in corsa, ma vado a fare lo scrutatore in piazza del Popolo “, dice.

CLIMA DISTESO: PAROLA D’ORDINE UNITA’ – Gli sfidanti arrivano al D.day in un clima disteso con i Dem che tirano fuori dal cilindro la parola magica: unità. E allora, niente scontri frontali, solo qualche fisiologica tensione sulle future possibili alleanze con Giachetti che da un lato ripete che se il nuovo segretario stringesse un patto con i 5Stelle, allora riterrebbe irrespirabile l’aria e darebbe l’addio. Ma precisa: “se perdo, rimango”.

LA ROSA DEI CANDIDATIZingaretti – Per Nicola Zingaretti, 53 anni, di Roma, l’uomo scelto dal fronte che vuole archiviare Renzi, considerato da molti il candidato favorito, un’affluenza sotto i sei zeri, in caso di vittoria, non permetterebbe di svincolarsi dal condizionamento dei renziani. All’interno del partito su di lui convergono Paolo Gentiloni, Romano Prodi, Dario Franceschini e Andrea Orlando. “Abbiamo bisogno delle persone e di tornare alle persone”, ha affermato oggi il presidente del Lazio, alla manifestazione People di Milano. La sinistra per Zingaretti va “ricostruita tra le persone, non con le figurine e gli schemi dei politici ma intercettando la voglia di futuro che c’è nel nostro Paese e che è bellissima.

Giachetti – Espressione del “renzismo duro e puro” e sostenuto da Maria Elena Boschi, Roberto Giachetti, 57 anni, romano, oggi, nel corso dell’evento che ha chiuso a Roma la sua campagna per le primarie di domani, ha precisato la sua posizione: “Non ho mai detto che se non vinco me ne vado, io sono fatto di un’altra pasta. Io ho detto che se prevale, democraticamente, una linea che porta all’accordo con M5s, io tolgo il disturbo. Io voglio andare avanti, non sono disponibile a tornare indietro per far rientrare quelli che hanno distrutto il Pd”, ha affermato. Giachetti ha aggiunto che se sarà eletto “Anna Ascani avrà la responsabilità centrale di ripensare l’organizzazione di questo partito”.

Martina – Sostenuto da una fetta importante di renziani doc come Luca Lotti, Lorenzo Guerini e Andrea Marcucci, in un video su Facebook Maurizio Martina, 40 anni, di Calcinate (BG), ha rivolto un appello alla partecipazione agli elettori democratici. “Pensiamo all’Italia. Pensiamo prima di tutto al bisogno che c’è di costruire un’alternativa forte, sociale, popolare a questo governo pericoloso che ci sta facendo fare clamorosi passi indietro. Serve una nuova stagione dei democratici, serve un nuovo Partito democratico unito, aperto, plurale. Io mi candido per questo, noi ci candidiamo per questo. Sarà un grande lavoro, sarà un lavoro soprattutto per gli italiani, fianco a fianco come devono fare i democratici in questo tempo”.

CHI GUIDERA’ LA FASE DEL RILANCIO? – Scrutinio al via subito dopo le 20: intorno alla mezzanotte, o poco più tardi, dunque il popolo del Pd saprà finalmente di chi sarà il volto che guiderà la fase del rilancio.

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