Primarie PD, ai “gazebo” dalle 8 alle 20 per scegliere il nuovo Segretario

(Teleborsa) – Domenica 3 marzo 2019, dopo la “sconfitta” alle politiche di esattamente un anno (meno un giorno) fa, ricca, da subito, di stop, incertezze, tentennamenti e rinvii, si apre l’era del dopo-Renzi. Almeno si dovrebbe, sempre salvo sorprese. Alle urne all’interno dei “gazebo” sparsi per tutta Italia in attesa dalle 8 alle 20 chiunque, non solo gli iscritti, può recarsi a votare per dare un volto nuovo al PD, col nome del nuovo Segretario. E’ sufficiente presentare la tessera elettorale, un documento e versare un contributo di due euro. Tre i candidati dI queste “primarie”: Nicola Zingaretti, Roberto Giachetti e Maurizio Martina.

Ma la prima sfida vincere sarà quella della partecipazione. Un punto che, alla vigilia delle primarie, preoccupa i tre candidati. L’obiettivo è raggiungere almeno un milione di votanti, una soglia già ampiamente più bassa del milione e ottocentomila votanti registrati all’ultimo congresso, quasi due anni fa. Questo anche tenendo conto dello statuto del Pd secondo il quale se non si supera il 50% dei voti alle primarie è compito poi all’assemblea (convocata per il 17 marzo) indicare il nuovo Segretario.

E proprio dall’ex Presidente del Consiglio e Segretario del Pd è arrivato un messaggio agli sfidanti: “Chiunque vinca non dovrà temere da parte mia alcuna guerriglia come quella che io ho subito. Alcuni media dicono che si deve andare a votare “contro Renzi”. Io penso che sia il riflesso condizionato di chi a sinistra combatte da sempre il Matteo sbagliato”.

Zingaretti – Per Nicola Zingaretti, 53 anni, di Roma, l’uomo scelto dal fronte che vuole archiviare Renzi, considerato da molti il candidato favorito, un’affluenza sotto i sei zeri, in caso di vittoria, non permetterebbe di svincolarsi dal condizionamento dei renziani. All’interno del partito su di lui convergono Paolo Gentiloni, Romano Prodi, Dario Franceschini e Andrea Orlando. “Abbiamo bisogno delle persone e di tornare alle persone”, ha affermato oggi il presidente del Lazio, alla manifestazione People di Milano. La sinistra per Zingaretti va “ricostruita tra le persone, non con le figurine e gli schemi dei politici ma intercettando la voglia di futuro che c’è nel nostro Paese e che è bellissima.

Giachetti – Espressione del “renzismo duro e puro” e sostenuto da Maria Elena Boschi, Roberto Giachetti, 57 anni, romano, oggi, nel corso dell’evento che ha chiuso a Roma la sua campagna per le primarie di domani, ha precisato la sua posizione: “Non ho mai detto che se non vinco me ne vado, io sono fatto di un’altra pasta. Io ho detto che se prevale, democraticamente, una linea che porta all’accordo con M5s, io tolgo il disturbo. Io voglio andare avanti, non sono disponibile a tornare indietro per far rientrare quelli che hanno distrutto il Pd”, ha affermato. Giachetti ha aggiunto che se sarà eletto “Anna Ascani avrà la responsabilità centrale di ripensare l’organizzazione di questo partito”.

Martina – Sostenuto da una fetta importante di renziani doc come Luca Lotti, Lorenzo Guerini e Andrea Marcucci, in un video su Facebook Maurizio Martina, 40 anni, di Calcinate (BG), ha rivolto un appello alla partecipazione agli elettori democratici. “Pensiamo all’Italia. Pensiamo prima di tutto al bisogno che c’è di costruire un’alternativa forte, sociale, popolare a questo governo pericoloso che ci sta facendo fare clamorosi passi indietro. Serve una nuova stagione dei democratici, serve un nuovo Partito democratico unito, aperto, plurale. Io mi candido per questo, noi ci candidiamo per questo. Sarà un grande lavoro, sarà un lavoro soprattutto per gli italiani, fianco a fianco come devono fare i democratici in questo tempo”.

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