Pressione fiscale al 43,5%, rapporto deficit/PIL cala al 2,6%

(Teleborsa) – Scende la pressione fiscale che, nel 2015, si attesta al 43,5% in calo di 0,1 punti su base annua. A rilevarlo è l’Istat che spiega, “la correzione riguarda le operazioni connesse alla risoluzione della crisi delle quattro banche”, secondo le decisioni assunte lo scorso 22 novembre.

In particolare, sottolinea l’istituto di statistica, le risorse affluite dal sistema bancario italiano al Fondo Nazionale di Risoluzione, pari a circa 2,3 miliardi di euro, sono state registrate nell’ambito delle “imposte indirette” mentre i fondi trasferiti dal Fondo stesso per coprire le perdite delle banche commissariate, pari a circa 1,7 miliardi, sono stati “contabilizzati all’interno delle uscite in conto capitale”. In conseguenza della revisione delle entrate, la pressione fiscale risulta rivista al rialzo di 0,2 punti percentuali.

L’Istat, nel conto economico trimestrale delle amministrazioni pubbliche, rileva inoltre che nel 2015 il rapporto tra indebitamento netto e PIL è stato pari al 2,6%, in diminuzione di 0,4 punti percentuali rispetto a quello del 2014. Nell’ultimo scorcio del 2015, l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al PIL (dati grezzi) è stato pari al 2,2%, risultando inferiore di 0,2 punti percentuali rispetto a quello del corrispondente trimestre del 2014.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Pressione fiscale al 43,5%, rapporto deficit/PIL cala al 2,6%