Precariato, bisogna riconoscere indennità di incarico ai supplenti con 24 mesi

(Teleborsa) – Si parla spesso di precariato ma la situazione della scuola italiana è la peggiore al mondo: si inizia a lavorare a 30 anni, si lavora per 20 anni con lo stesso stipendio, che non copre neanche l’inflazione e gli scatti di anzianità, poi si cerca di fare carriera, ma prima di 9 anni non si può chiedere il primo aumento stipendiale e, in seguito, nella ricostruzione di carriera non è riconosciuto almeno un terzo del servizio prestato.

La denuncia arriva ancora dall‘Anief e dal suo Presidente Marcello Pacifico, secondo cui “la piaga della precarietà va rimossa” dal punto di vista politic, legislativo ed anche contrattuale.

Siamo pronti a fare riconoscere un’identità d’incarico, per chi ha avuto più di 24 mesi di contratto come precario. E’ la stessa
indennità che prevede la Cassazione, Anief si è sempre distinta per avere portato tutte le questioni dei precari in tribunale ed oggi le dobbiamo portare ai tavoli contrattuali”.

“Samo convinti che, se si rimuovono tutti quegli ostacoli affinché venga finalmente dato un posto di ruolo, ciò porterà a una rivisitazione
della nostra scuola, non più all’insegna della supplentite, ma all’insegna di posti assegnati in organico di fatto e trasferiti in organico di diritto per l’ordinario funzionamento”.

“La scommessa sul valore degli insegnanti è importante. Questa indennità di incarico deve essere riconosciuta. Lo stiamo dicendo alle assemblee, dove ci sono stati più di 30mila partecipanti, e questo è un segnale che tra gli insegnanti qualcosa si muove. La coscienza di
recuperare dignità di una professione che è importante perla ripresa del Paese”.

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