Precariato, Anief mette a disposizione la diffida per la card docenti

(Teleborsa) – “E’ trascorso un altro anno con migliaia di precari nella scuola, che vengono discriminati persino nel poter utilizzare gli strumenti informatici per la didattica a distanza”. Ne fa cenno Marcello Pacifico, Presidente del sindacato Anief.

“Ormai sono noti all’opinione pubblica gli oltre 200 mila supplenti precari, anche quelli brevi – sottolinea il sindacalista – che hanno svolto la didattica a distanza quest’anno con un contratto a tempo determinato. E per il quinto anno consecutivo dall’approvazione della legge 107 continuano a non ricevere quella card, quel bonus di 500 euro, che viene assegnato al personale docente di ruolo per acquistare gli strumenti informatici e per la connessione“.

“Anief vuole rompere gli indugi, per evitare la prescrizione quinquennale per chi da cinque anni fa supplenze”, afferma Pacifico, aggiungendo che il sindacato “ha messo a disposizione un modello di diffida ed è pronto ad arrivare fino alla Corte di Giustizia Europea per far riconoscere questo diritto al personale precario”.

“Si tratta anche di buon senso – sottolinea il Presidente dell’Anief – perché basterebbero 300 milioni di euro, nulla rispetto ai centinaia di milioni stanziati per il Piano Estate, per poter mettere tutto il personale, anche quello precario, nelle condizioni di poter
lavorare”.

“E’ un’azione che noi portiamo avanti in parallelo a quella per il rinnovo del contratto, vale a dire la parità di trattamento tra personale precario e personale di ruolo, parità giuridica e parità economica, negli scatti di anzianità, nella retribuzione professionale docenti e poi con l’indennità di incarico che ha natura risarcitoria per l’abuso di questi contratti”.

“Fino a quando gli organici saranno falsati dalle mancate immissioni in ruolo, fino a quando i precari continueranno ad avere sempre lo
stesso stipendio, la scuola italiana sarà connotata della precarietà con tutte le conseguenze che la portano a non poter eccellere, non perché chi è precario vale meno, ma perché non è valorizzato come dovrebbe e non è motivato come un insegnante di ruolo”, afferma il leader sindacale, concludendo “è importante partire da questa card docenti che è un segnale in continuità con la politica che Anief fa
in favore dei precari della scuola italiana”.

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