Poste Italiane chiude il 2016 con un forte aumento di utile e dividendo

(Teleborsa) – Poste Italiane ha chiuso l’esercizio 2016 con un utile netto consolidato in crescita del 13% a 622 milioni di euro, sostenuto da un aumento del fatturato e della redditività. 

L’Ad Francesco Caio ha commentato entusiasta questi risultati, sottolineando che Poste Italiane ha “consolidato il percorso di cambiamento e sviluppo avviato nel 2014”. Dal 2014, anno in cui è stato presentato il piano industriale quinquennale, l’azienda ha aumentato il suo fatturato di quasi il 16%, il suo margine operativo del 50% e l’utile netto si è quasi triplicato.

L’EPS (utile per azione) ha registrato un analogo incremento del 13% portandosi a 48 centesimi di euro dai 42 centesimi del 2015. All’assemblea dei soci verrà proposta la distribuzione di un dividendo di 39 centesimi per azione, equivalente all’80% dell’utile netto ed in crescita del 15% rispetto all’anno prima.

I ricavi consolidati sono aumentati dell’8% a 33,1 miliardi e l’EBIT è balzato del 18% ,superando 1 miliardo di euro. le masse gestite sono state pari a 493,3 miliardi (+3,7%). 

La posizione industriale evidenzia un avanzo di 893 milioni rispetto ai 307 milioni dell’esercizio 2015. A

Guardando ai singoli settori in cui opera il gruppo, i servizi finanziari hanno realizzato un fatturato in crescita del 2,7% a 5,3 miliardi e la raccolta Bancoposta è lievitata del 10% a 49,6 miliardi, nonostante si sia registrato un calo del risultato operativo a 813 milioni.
I servizi assicurativi ed il risparmio gestito danno un contributo positivo con un risultato di 636 milioni di euro (+24,7%), a fronte di una raccolta premi in aumento del 9,3% a 19,9 miliardi. I ricavi sono cresciuti del 10,8% a 23,8 miliardi. 
I servizi postali evidenziano invece ricavi totali pari a 8,4 miliardi e ricavi da terzi in diminuzione dell’1,5% a 3,8 miliardi. Il 1° ottobre 2015 ha preso avvio la trasformazione del Servizio Postale Universale, con una nuova offerta di servizi, più articolata e flessibile, ed un nuovo modello di recapito, che prevede la progressiva introduzione della distribuzione a giorni alterni per una quota sino al 25% della popolazione italiana. 

 

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