Poste, Caio ottimista su un happy end nella questione degli aiuti di Stato

Il servizio universale non dovrebbe essere ritenuto un aiuto di Stato dall’Unione Europea.

Lo ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Poste Italiane, Francesco Caio, in risposta ai giornalisti che, in occasione dell’avvio del road show per la quotazione in Borsa della società, esprimevano dubbi a proposito del pronunciamento di Bruxelles sul servizio per le comunicazioni postali affidato in gestione alla stessa Poste Italiane.

“L’Unione Europea deve pronunciarsi entro il 31 dicembre, ma abbiamo già ricevuto una comfort letter, una lettera contenuta nel prospetto in cui si dice che i termini del contratto non contengono elementi di preoccupazione”, ha spiegato il top manager, aggiungendo che “non è una luce verde ma un parente prossimo perché l’UE non ravvisi aiuti di Stato”.

Sempre oggi Caio ha affermato che tra due anni Poste farà il punto della situazione sulla futura politica di dividendi dopo aver annunciato di prevedere, per gli esercizi 2015 e 2016, un pay-out non inferiore all’80% dell’utile netto consolidato del Gruppo.

“La scelta verrà fatta anche in funzione delle opportunità di investimento che avremo. E’ una politica limitata nel tempo perché abbiamo un piano industriale che cambia natura nel tempo” ha spiegato, mentre il Direttore Finanziario Luigi Ferraris ha precisato che “in questi due anni, intanto, ai suoi azionisti nuovi e vecchi Poste Italiane offrirà cedole in linea con quelle dei competitori europei, se non superiori”.

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