Post-Brexit, la proposta della Commissione Ue di un fondo da 5 miliardi per gli Stati membri

(Teleborsa) – Un fondo da 5 miliardi di euro per sostenere settori economici, imprese e comunità locali che pagheranno direttamente le conseguenze dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. È quanto ha presentato a Natale la Commissione europea – in accordo con quanto concordato con il Consiglio europeo a luglio – per contribuire a contrastare le conseguenze economiche e sociali negative negli Stati membri più colpiti al termine del periodo di transizione il 31 dicembre 2020.

All’interno del pacchetto anche risorse per garantire il funzionamento dei controlli di frontiera, doganali, sanitari e fitosanitari e di sicurezza, i regimi di controllo della pesca, la certificazione e autorizzazione per i prodotti, comunicazione, informazione e sensibilizzazione per i cittadini e le imprese.

La palla ora passa a Parlamento europeo e Consiglio che dovranno adottare il regolamento proposto.

“La fine del periodo di transizione, il 31 dicembre 2020, avrà un importante impatto economico e sociale sulle regioni e le comunità locali più legate all’economia e al commercio del Regno Unito – ha dichiarato il commissario per la coesione e le riforme, Elisa Ferreira – con la proposta della Brexit Adjustment Reserve, la Commissione pone solidarietà e coesione come elementi chiave della sua risposta, assicurandosi che le persone più colpite ricevano il sostegno necessario”.

“Abbiamo progettato questa riserva per fornire un aiuto rapido e semplice, concentrandosi sugli Stati membri dell’UE più colpiti dalla Brexit – ha aggiunto il commissario per il Bilancio e l’amministrazione, Johannes Hahn – Conto ora sul Consiglio e sul Parlamento europeo per trasformare senza indugio la nostra proposta in un sostegno finanziario concreto. Ovviamente, l’adattamento strutturale alle nostre nuove relazioni con il Regno Unito richiederà un aggiustamento a lungo termine molto più lungo di quello che questa riserva da sola potrà mai fornire. Il nuovo e potente bilancio dell’UE sosterrà questo lavoro”.

Come spiega la Commissione europea in una nota, il fondo “sarà rapido e flessibile” e “coprirà le spese in qualsiasi Stato membro per un periodo di 30 mesi”. Sarà distribuito in due turni: la stragrande maggioranza dei 5 miliardi di euro tramite prefinanziamento nel 2021, calcolati sulla base dell’impatto previsto della fine del periodo di transizione sull’economia di ciascuno Stato membro, tenendo conto del relativo grado di integrazione economica con il Regno Unito, compreso gli scambi di beni e servizi e le implicazioni negative sul settore della pesca dell’UE. Una seconda quota nettamente inferiore arriverà nel 2024, nel caso in cui la spesa effettiva superi la dotazione iniziale, giustificando così la necessità di ulteriore solidarietà da parte dell’UE.

Per avere diritto ai rimborsi dalla Brexit Adjustment Reserve, gli Stati membri dovranno dimostrare la relazione diretta delle loro richieste con la Brexit.

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