Polizia Postale, Ciardi: “Per i bambini la rete è anche più pericolosa di tanti luoghi fisici”

(Teleborsa) – “Sono innamorata della tecnologia e per i giovani la sfera digitale è una possibilità straordinaria, attraverso la quale fare miliardi di cose interessanti. Questo però non basta, sappiamo che ci sono dei rischi e che questo mezzo deve essere gestito in modo consapevole“. È quanto sostenuto da Nunzia Ciardi, direttrice del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, all’evento “Genitori in rete, consigli per figli social”, talk show formativo organizzato da TIM in occasione del Safer Internet Day, la giornata internazionale per l’utilizzo sicuro di Internet, e che rientra nella cornice di Operazione Risorgimento Digitale.

“Occorre che genitori e i ragazzi diventino consapevoli dei rischi sulla rete, per evitare trappole che ci sono e non fanno sconti quando ci si cade dentro“, ha aggiunto. Ciardi fa l’esempio della pubblicazione di una foto della quale ci potremmo vergognare in futuro; ciò dovrebbe essere percepito come definitivo, perchè basta uno screenshot e “non ci libereremo mai più da quell’immagine”.

La direttrice della Polizia Postale ha ricordato come nella fascia d’età 0-9 anni siano aumentati gli adescamenti online, che accadono mentre un bambino sta giocando o sta su una chat. “Significa che il bambino è stato abbastanza tempo senza controllo”, sottolinea, altrimenti ciò non sarebbe probabilmente accaduto.

Secondo Ciardi, “anche i genitori dovrebbero studiare, è il mondo dei nostri figli e dovremmo impegnarci”, ma non ritiene che sia sufficiente lavorare sul digital divide di una larga fetta di popolazione italiana. “Non credo che la guida e il controllo passino da una specializzazione tecnica – spiega – Si possono fornire delle indicazioni, come sul cyberbullismo, ad esempio: è sbagliato aggredire in gruppo un proprio compagno. Per dire che tutto questo è sbagliato non serve essere bravi con la tecnologia, serve non rinunciare al ruolo di bussola“.

Sta inoltre alle famiglie calibrare gli interventi per limitare l’accesso dei figli alla rete. “Sarebbe bello avere una ricetta e dire da 8 anni si può fare questo o da 12 quest’altro. Dipende però dalla maturità, dalla singola persona, e il principio cardine è che la rete è anche più pericolosa di tanti luoghi fisici – sottolinea Ciardi – Come ci preoccupiamo quando un bambino va a scuola da solo, ci dobbiamo preoccupare anche per l’esposizione alla rete”.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Polizia Postale, Ciardi: “Per i bambini la rete è anche più pe...