PNRR, Draghi: “celebriamo alba ripresa italiana, spendere con onestà e responsabilità”

(Teleborsa) – Tappa romana del “Tour delle Capitali” per la Presidente della Commissione europea von der Leyen in visita oggi nella Capitale per dare ufficialmente il via libera al piano italiano. A fare da cornice al “suggello” tra Roma e Bruxelles glistudi di Cinecittà.

“Sono contenta di essere di nuovo a Roma, è un momento speciale per la città e per l’Italia ma anche per l’Ue”. Queste la parole della Presidente della commissione Ue Ursula von Der Leyen in conferenza stampa con il Presidente del Consiglio Mario Draghi a Cinecittà.

“Sono qui oggi a dire – ha esordito – che avete l’appoggio totale della Commissione europea”. “Voi uscendo dalla crisi” pandemica “avete ispirato un intero continente, avete mostrato qual è il vero significato della solidarietà. Noi con il Next Generation Eu possiamo riplasmare il nostro continente”.

Semaforo verde, dunque, della Commissione Ue al Pnrr italiano, che farà arrivare al Paese 24,9 miliardi di euro entro luglio, e in totale 191,5 miliardi entro il 2026. Di questi, 68,9 sono sovvenzioni e 122,6 sono prestiti. Il piano “rappresenta una risposta completa e bilanciata alla situazione economica e sociale dell’Italia, contribuendo in modo appropriato a tutti e sei i pilastri del regolamento Recovery”, scrive Bruxelles. Il Pnrr contiene 190 misure, di cui 58 riforme e 132 investimenti. E 525 obiettivi da raggiungere per ottenere le tranche di fondi. Il 37,5% del piano contribuisce agli obiettivi climatici, il 25% a quelli digitali.

“La nostra approvazione oggi è fondamento per i 191,5 miliardi” del Recovery plan dell’Italia. “Una volta approvato dal Consiglio nelle prossime quattro settimane, saremo pronti a erogare i primi fondi. E’ l’inizio di un’attuazione che sarà dura, dovremo lavorare in modo duro e la Commissione sarà accanto a voi passo passo. Un’Italia più forterende l’Europa più forte”, ha detto la Presidente consegnandogli l’approvazione del piano.

“Il Consiglio ha 4 settimane per approvare il Piano dopodiché potremo cominciare ad erogare i fondi. Il mercato ha reagito bene al Next Generation Ue”, sottolinea von der Leyen.

“Con le politiche occupazionali attive che metterete in atto darete ai giovani nuove possibilità. Poi ci sono riforme cruciali, come tagliare le farraginosità della burocrazia o riformare la giustizia. Sono riforme che gli italiani hanno chiesto per anni e che stanno diventando realtà. Il piano italiano è ambizioso, lungimirante e aiuterà a delineare un futuro migliore per gli italiani e l’Ue”, prosegue von der Leyen sottolineando che “le riforme chiavi inserite nel piano sono collegate alla riforma del sistema della giustizia, soprattutto per ridurre la durata dei processi. E’ importante anche la riforma dell’amministrazione pubblica, quella degli appalti pubblici. C’è una vasta gamma di riforme che l’Italia ha deciso di affrontare in un momento in cui si mettono a disposizione grandi investimenti, questa è una rara combinazione”

“Noi facciamo valutazioni sempre molto conservative dell’impatto dei vari piani nazionali di Ripresa e Resilienza sulle economie nazionali: abbiamo valutato che il piano italiano avrà un impatto che andrà da 1,5-2% del PIL con enorme incremento occupazionale. Questo è un impatto enorme”, conclude.

“Vorrei ringraziare la Presidente per essere qui con noi a Roma”. Così il Premier Mario Draghi ha dato il benvenuto alla Presidente von der Leyen. “La sua visita – ha aggiunto – segna l’approvazione da parte della commissione del Pnrr. E’ una giornata di orgoglio per il nostro Paese” ma “è solo l’inizio, la sfida ora è l’attuazione del piano, bisogna assicurarci che i fondi siano spesi tutti e soprattutto bene”.

“L’interlocuzione con la Commissione Ue è stata fondamentale soprattutto per la parte riguardante le riforme”, prosegue Draghi sottolineando che “abbiamo messo insieme un piano di riforme ambizioso, un piano di investimenti, che punta a rendere l’Italia un Paese più giusto, più competitivo e sostenibile nella sua crescita. Sostegno decisivo delle forze politiche, enti territoriali e parti sociali a cui va il mio sentito ringraziamento”. .

“Il luogo scelto per questa cerimonia è molto simbolico. Qui negli anni del dopoguerra il nostro cinema raccontava la vita delle famiglie italiane, prima gli stenti, poi il lavoro e infine l’entusiasmo. Oggi celebriamo qui con l’approvazione del Pnrr quella che io speso sia l’alba della ripresa” dell’Italia”, osserva Draghi sottolineando che “il settore cinematografico e audiovisivo è stato molto colpito durante la pandemia eppure è tra i più promettenti del Paese. Con il Pnrr investiamo 300 milioni di euro” nel settore e “nella valorizzazione del patrimonio documentale di Cinecittà”.

“Se l’attuazione del Pnrr “va in porto sono certo che alcune parti dello sforzo fatto dai Paesi UE e dalla commissione rimarrà strutturale. E’ una grande responsabilità che abbiamo”, dice il Presidente del Consiglio.

Entro giugno prevediamo il ddl delega per la riforma degli appalti e delle concessioni. Nel mese di luglio la legge sulla concorrenza e la riforma della giustizia dovrebbe andare a giorni in Consiglio dei ministri. Questi sono i primi blocchi. L’idea è procedere alla massima
velocità”.

L’Italia punta a “una ripresa significativa, duratura, ma che abbia al centro l’inclusione sociale e la sostenibilità”, sottolinea Draghi che osserva: “spesso le riforme creano cambiamenti e sono anche momenti di crisi poter avere un grande programma di investimenti insieme alle riforme è molto importante”.

“Certamente il governo italiano e tutti noi abbiamo un responsabilità nei confronti del resto dei Paesi europei, dei cittadini di quei Paesi che hanno pagato e pagheranno le tasse per finanziare il nostro piano nazionale. Abbiamo la responsabilità di far bene non solo per noi stessi ma anche per l’Europa. Sarà strutturale se sapremo rispondere alla fiducia che ci sarà data”.

Infine, una ammissione che suona come consapevolezza che stavolta è vietato fallire. Esiste il rischio che il Pnrr si risolva solo in un “annuncio” come accaduto in passato, ma questa volta ci sono due elementi che fanno sperare in una gestione virtuosa dei fondi: la “volontà politica” di fare le riforme e “la capacità amministrativa”. E’ stata fatta la riforma della P.a., ora bisogna fare altre riforme – giustizia, concorrenza, un pacchetto di semplificazioni molto importante che cambia in profondità l’agire amministrativo. Siamo fiduciosi, con questi cambiamenti. Senza queste riforme sarebbe probabilmente un altro annuncio come gli altri. Ce la faremo”.

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