PNRR, Aeroporti: “Settore strategico per la ripartenza del Paese. Va incluso nel Piano”

(Teleborsa) – L’esclusione dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) dei progetti per la transizione green e digitale del sistema aeroportuale italiano – con oltre 3 miliardi di euro di investimenti previsti per favorire lo sviluppo sostenibile degli scali, un valore aggiunto generato di quasi un miliardo di euro e un impatto positivo sull’occupazione stimato in oltre 22 mila lavoratori in più nel periodo 2022-2026 – rappresenta un’opportunità persa per l’economia del Paese e per il rilancio di uno dei settori più colpiti che, nell’ipotesi migliore, ritornerà ai livelli pre-Covid solo nel 2024. Da nord a sud i vertici delle società aeroportuali, contattati da Teleborsa, condividono la posizione di Assaeroporti, ribadita oggi dal suo presidente Fabrizio Palenzona, schierandosi contro la decisione del governo italiano e la rigida chiusura a livello europeo.

“Come operatori del settore aeroportuale – afferma Emilio Bellingardi vicepresidente di Assaeroporti e direttore generale di Sacbo, società di gestione dell’Aeroporto di Bergamo – non possiamo che dirci stupiti rispetto alle decisioni prese dall’Europa e conseguentemente anche in Italia nell’escludere il nostro settore da quelli che sono gli interventi per la ripartenza. Il nostro sistema è all’inizio di una catena importante di valori e che nel 2019 ha consentito al nostro Paese di superare la Francia in termini di notti spese negli alberghi dai turisti stranieri. Sotto di noi questa opportunità aveva permesso la partenza e la messa in moto di ricchezze importanti per tanti operatori di settori diversi. Escluderci dalla possibilità di finanziare i proseliti finalizzati alla transizione verde e alla transizione digitale non fa che mettere a repentaglio la possibilità di una ripresa che è affidata in larga parte al nostro settore. Solo attraverso l’accessibilità di turisti e viaggiatori che provengono dall’estero è possibile ripartire. E solo attraverso il trasporto aereo tutto questo sarà possibile per l’Italia”.

“È poco comprensibile la scelta del governo di escludere il settore degli aeroporti dal PNRR perché i progetti green e digital su cui stiamo lavorando per azzerare le emissioni di gas serra nel 2030 – sottolinea Marco Troncone, amministratore delegato di Aeroporti di Roma (Adr) – sono perfettamente in linea con gli obiettivi del Piano. Inoltre, è un errore escludere gli aeroporti che rappresentano infrastrutture strategiche, garantiscono una connettività essenziale per il Paese e sono soggetti credibili in grado di mettere a terra le progettualità identificate: l’Italia troppe volte ha perso opportunità di sostegno europeo perché non in grado di realizzare progetti nel rispetto dei tempi e dei costi”.

“Concordiamo pienamente con la nota di Assaeroporti e con la posizione del presidente Palenzona – dichiara Roberto Naldi, ceo di Toscana Aeroporti –. È assolutamente incomprensibile l’assenza dei progetti presentati da Assaeroporti nell’ambito della transazione green e digitale. Penso anche agli aeroporti regionali che per la loro distribuzione sul territorio, anche in aree particolarmente penalizzate dalle misure anti covid, sono in grado svolgere un ruolo fondamentale di volano per la ripartenza delle regioni in cui operano”.

Sulla stessa linea il direttore generale dell’Aeroporto di Genova, Piero Righi. “Credo sia doveroso – afferma Righi – ricordare che, al momento, Aeroporto di Genova, così come altri aeroporti italiani, non ha ricevuto alcun ristoro per i danni Covid, nonostante lo scorso anno la legge di bilancio abbia previsto 450 milioni di euro di sostegno al settore. Pur a fronte di un panorama difficilissimo, con il supporto di Regione Liguria abbiamo messo in sicurezza il piano di investimenti che prevede tra l’altro l’ampliamento e l’ammodernamento dell’aerostazione. Ulteriori iniziative relative a digitalizzazione, risparmio energetico e sostenibilità ambientale, inserite all’interno del pacchetto presentato da Assaeroporti per il PNRR, dovranno ora essere differite in attesa di reperire i necessari finanziamenti. Si tratta di un’importante opportunità persa per l’intero comparto”.

“Alla luce della rilevanza che rappresentano i comparti del trasporto aereo e del turismo per l’economia nazionale, – commenta il ceo dell’Aeroporto di Bologna, Nazareno Ventola – appare incomprensibile come il settore aeroportuale sia completamente escluso dai provvedimenti inseriti nel PNRR nazionale. Non dimentichiamo, peraltro, la forte rigidità riscontrata in merito a livello europeo, che impatta in modo asimmetrico sui diversi Paesi con effetti più negativi per quelli, come l’Italia, per i quali è elevato il peso del comparto turistico e del trasporto aereo sull’economia nazionale. Nell’ultimo anno ‘normale’, il 2019, il contributo di Aeroporto di Bologna all’economia nazionale e regionale ha superato come impatto complessivo i 21mila occupati e un miliardo di euro. Nel 2020, anno dell’emergenza Covid, abbiamo investito in infrastrutture oltre 33 milioni di euro, il valore più alto dell’ultimo quinquennio. A fronte di un 2021 che continua ad essere critico, riteniamo essenziale da parte del governo italiano una rinnovata attenzione al nostro settore, con misure di compensazione dei danni subiti che vadano ad integrare quelle già determinate per il 2020, tali da supportare gli aeroporti nella, purtroppo non breve, fase di ripartenza. Come AdB rafforziamo peraltro il nostro impegno ad investire in innovazione e sostenibilità al fine di confermare e possibilmente migliorare gli obiettivi definiti nel percorso verso il traguardo Carbon Neutral ‘Net Zero’ al 2050″.

“Assistiamo a una incomprensibile e ingiusta esclusione dal PNRR dei progetti di sviluppo economico e transizione green nel settore aeroportuale – afferma Giovanni Scalia, ceo di Gesap, la società di gestione dell’aeroporto di Palermo Falcone Borsellino –. È di pochi giorni fa la notizia che l’aeroporto di Palermo ha ottenuto il Livello 2 ACA (Airport Carbon Accreditation) grazie a un piano di investimenti che ridurrà le emissioni di CO2 di un ulteriore 10 per cento rispetto al 2020. Un motivo in più per affermare che non è possibile dimenticare gli investimenti per il settore aeroportuale. Tale assenza rappresenta un prezzo che pagheranno le future generazioni in termini di mancato sviluppo economico e transizione ambientale”.

“Come membro del comitato direttivo di Assaeroporti, in rappresentanza di tutti i piccoli aeroporti italiani non posso che condividere questa presa di posizione che – spiega Antonio Marano, presidente di Trieste Airport – è assolutamente giustificata perché le infrastrutture aeroportuali sono molto importanti per il Paese specialmente considerando l’orografia italiana e il reach delle altre infrastrutture. Un Paese con queste caratteristiche ha bisogno di infrastrutture aeroportuali efficienti e penso che tutto il sistema si stava e si sta attrezzando per essere il più efficiente possibile. Secondo noi è assolutamente incomprensibile l’aver trascurato un settore così importante. Auspicavamo a tutti i livelli di essere inseriti in questo PNRR, non pensiamo si possa pensare a un rilancio del Paese trascurando un settore come quello del trasporto aereo così importante per la mobilità delle persone. Un settore, peraltro, collegato non solo ai movimenti interni al Paese ma anche all’incoming turistico che è un’altro dei settore sul quale il piano vuole fare leva. Un turismo senza un settore aeroportuale efficiente è un po’ come una macchina con due ruote sgonfie. Per l’incoming è fondamentale avere un settore aeroportuale anche interconnesso e l’intermodalità è un altro degli aspetti sui quali questo governo sta puntando molto e su cui anche gli aeroporti hanno intenzione di investire moltissimo. Noi nel nostro piccolo come Aeroporto di Trieste questi investimenti li abbiamo già fatti però penso che tutti gli altri aeroporti che sono in condizione di prossimità con linee ferroviarie e porti stanno sicuramente considerando l’intermodalità come una delle leve importanti per lo sviluppo del Paese. Spero che, intercettando altri capitoli di spesa, interpretando in maniera estensiva i temi sulle infrastrutture e sull’intermodalità possiamo venir ricompresi con un’interpretazione un po’ più elastica delle norme. Riteniamo che per una politica dei trasporti che sia efficace c’è bisogno di tenere in considerazione tutti i mezzi di trasporto non privilegiandone uno rispetto agli altri. È chiaro che il mega trend in Italia è sull’alta velocità però creare un’infrastruttura ferroviaria necessita di tempi che forse sono troppo lunghi per dare i risultati di breve termine sul fronte del Recovery Plan. È più facile attivare rapidamente il sistema aeroportuale efficientandolo ulteriormente. Questa penso possa essere una buona chiave di lettura anche per i politici”.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

PNRR, Aeroporti: “Settore strategico per la ripartenza del Paese...