PMI e artigiani alla BCE: “Il quantitative easing ha fallito”

(Teleborsa) – Nella settimana in cui la BCE potrebbe tornare ad intervenite con nuove misure di stimolo, arrivano delle aspre critiche da parte delle associazioni di artigiani e PMI, che accusano l’Eurotower di aver varato misure inefficaci per curare la piaga della deflazione.

A un anno dall’avvio dei massicci acquisti di titoli da parte della Banca Centrale Europea – ricorda la GGIA di Mestre – non trovano soluzioni i problemi nell’Eurozona della bassa inflazione e della stretta dei prestiti alle imprese.

È l’Ufficio Studi della CGIA, l”associazione che rappresenta migliaia di piccole imprese ed artigiani, a stilare un primo bilancio del Quantitative Easing (QE) lanciato nel marzo 2015, che ha portato la BCE a comprare titoli per oltre 713 miliardi di euro, in particolare del settore pubblico (quasi 600 miliardi di euro). I risultati di questo sforzo “sono stati deludenti” – si sottolinea – specie se si considera che, nell’ultimo anno, il livello medio dei prezzi nell’Eurozona è cresciuto di appena lo 0,1% mentre i prestiti alle società non finanziarie europee sono scesi di 0,7 punti percentuali.

Anche la situazione dell’Italia è pesante, sebbene la BCE abbia acquistato più di 87 miliardi di titoli di stato italiani (pari al 16% del totale) negli ultimi 12 mesi: l’inflazione è salita di appena lo 0,2%, mentre i prestiti alle società non finanziarie (cioè alle imprese) sono scesi del 2,3% (pari a una contrazione di 15 miliardi di euro) .

“L’acquisto di titoli del debito pubblico dei paesi dell’Euro ha contribuito a garantire una certa stabilità finanziaria, ma è evidente come questa grossa iniezione di liquidità non stia raggiungendo i risultati sperati”, precisa il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo, aggiungendo che “il bazooka di Draghi non ha sortito gli effetti sperati”.

“Una quota rilevante di questi 87 miliardi di euro sono finiti alle nostre banche che, però, hanno preferito trattenerseli, aumentando così il livello di patrimonializzazione come richiesto dalla BCE, anziché impiegarli nell’economia reale”, ricorda Zabeo.

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