PMI a due velocità: bene occupati nella manifattura, ma il rischio è la delocalizzazione

(Teleborsa) – Faticosamente avviata sulla strada della risalita, l’economia italiana registra un importantissimo primato europeo per occupati nelle piccole imprese manifatturiere, settore chiave del sistema produttivo nazionale.
Nel nostro paese, infatti, sono 1.984.202 gli occupati di imprese manifatturiere con meno di 50 addetti, davanti alla Germania che nelle piccole imprese registra 1.596.872 addetti, alla Francia con 993.386, alla Spagna con 793.031, al Regno Unito con 747.352 e alla Polonia con 721.013. Lo rivela uno studio condotto da Confartigianato.

OPPORTUNITA’ E RISCHI DELLA DELOCALIZZAZIONE – La globalizzazione, la crescente internazionalizzazione delle imprese e l’allungamento delle filiere ha determinato una forte delocalizzazione dei processi produttivi, fenomeno che per i piccoli imprenditori non appare in attenuazione: risulta segnalata da 1 piccolo imprenditore su 4. Secondo i dati Istat, resi noti nei giorni scorsi, si evidenzia che nell’ultimo anno disponibile, il 2014, nel manifatturiero si rilevano 6.474 imprese a controllo nazionale localizzate all’estero che impiegano 856.244 addetti, registrando un fatturato di 225.550 milioni di euro.

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