Più consumi, più fiducia: per Confcommercio le famiglie stanno meglio

Primi segnali di svolta dal fronte consumi e fiducia delle famiglie italiane: per la prima volta, dall’inizio della crisi economica, la quota di nuclei che nell’ultimo anno ha aumentato la propria capacità di spesa è superiore a quella delle famiglie che l’hanno invece ridotta (25,6% contro 21,3%).

E’ il dato principale che emerge dall’Outlook Italia, il rapporto Confcommercio-Censis sul clima di fiducia e le aspettative di famiglie e imprese dal quale è emerso un segnale di forte discontinuità rispetto al recente passato, se solo si considera che nel 2013 il 69,3% delle famiglie aveva dichiarato che la propria capacità di spesa si era ridotta.

Ma è emerso anche un indizio di un cambio di umore, visto che la quota di famiglie che dichiara di aver aumentato i consumi è molto superiore a quella delle famiglie che hanno visto aumentare il reddito familiare (8%).

Secondo l’indagine, le famiglie “ottimiste” sfiorano oggi il 40% del totale, circa il 10% in più rispetto a due anni fa. Quelle “pessimiste” scendono invece al 22,4% (erano circa il doppio due anni fa).

Anche le previsioni su redditi, consumi e risparmi confermano un clima generale che sembra virare in positivo: la quota di famiglie che ritiene di aumentare redditi e consumi è superiore a quella delle famiglie che pensano il contrario. Ad essere premiati saranno soprattutto gli acquisti dei beni maggiormente penalizzati durante la crisi, come auto, mobili, elettrodomestici.

La maggiore sobrietà e attenzione al superfluo sviluppatasi durante la crisi sembra perdurare: nell’ultimo anno ben il 71,4% delle famiglie ha infatti spostato gli acquisti verso le merci in promozione e il 46,9% ha fatto maggior ricorso agli hard-discount. Il 63% ha ridotto le spese per il tempo libero, il 49% ha cercato di risparmiare anche sulla spesa alimentare, il 20% ha aumentato il proprio interesse per la merce usata e il 41,1% ha cercato di ridurre l’utilizzo di auto e scooter.

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