PIL, Visco: da “exploit” terzo trimestre effetto positivo su 2023

(Teleborsa) – I dati sul Pil del terzo trimestre che sono una “stima provvisoria” hanno evidenziato un rafforzamento dello 0,5% rispetto ai tre mesi precedenti, a fronte di attese di un calo e “secondo il dipartimento di statistica questo è dovuto prevalentemente al settore dei servizi e al turismo, ma vediamo che sviluppi positivi ci sono stati anche sul mercato del lavoro”, dinamiche che lasciano sperare in uno scenario “che potrebbe anche evolversi al meglio”.

Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco durante un evento dell’Omfif (Official Monetary and Financial Institutions Forum). “Un risultato sorprendente – ha detto – rispetto a indicatori che nell’area euro puntano tutti a un rallentamento”.

La crescita migliore delle attese del terzo trimestre in Italia potrebbe condurre a una revisione in meglio sulle stime per il 2023 grazie ad un effetto-trascinamento, ha spiegato Visco ricordando i due scenari del bollettino di Bankitalia, lo scenario base con crescita del 3,5% quest’anno e calo del Pil pari a -0,5% il prossimo, e quello ‘avverso’ con un calo di circa l’1,5% nel 2023 a seguito di uno stop completo alle forniture di gas russo. “Questi scenari – ha detto – sono stati presentati prima dei dati del terzo trimestre, che si traducono meccanicamente in un effetto trascinamento un po’ più alto sul prossimo anno”:

So far so good” sul governo Meloni con il Pnrr – “Ovviamente la questione” dell’attuazione degli impegni del Pnrr “è stata discussa” nelle prime interlocuzioni con il nuovo esecutivo “e devo dire, finora tutto bene (so far so good). Quello che andava fatto è stato fatto. Ci può essere una discussione sulla revisione di alcune componenti del Pnrr, che non direi rilevanti. Devono esserci ovviamente interazioni con l’Ue. Ma finora – ha aggiunto – non mi pare che siamo su un percorso molto diverso” dal governo precedente.

Sulla politica monetaria della Bce: “non penso che dobbiamo attenderci di reagire nello stesso modo con cui ha reagito la Fed” all’alta inflazione.