PIL USA rivisto al ribasso. E’ colpa delle scorte aziendali, dichiara la Casa Bianca

(Teleborsa) – L’economia americana si conferma in accelerazione nel 2° trimestre del 2016, ma un pochino meno di quanto previsto inizialmente. Niente paura, però, perché i consumi aumentano notevolmente, sintomo dell’ottimismo sulla ripresa economica in atto.
A questo punto ci si aspetta un rialzo del costo denaro a breve, magari proprio entro il 2016.
Non è stata molto chiara a tal proposito il governatore della Fed, Janet Yellen, a Jackson Hole.

Il PIL statunitense è stato rivisto al ribasso al +1,1% rispetto al +1,2% della seconda lettura. La lettura finale, diffusa oggi dal Dipartimento del Commercio americano, è in linea con le attese del mercato. L’incremento è dovuto sia all’incremento delle spese personali che dalle esportazioni, ma anche da un decremento delle spese federali.

Secondo la Casa Bianca tale risultato è dovuto all’ampio “calo delle scorte aziendali, una delle componenti più volatili del PIL, degli investimenti fissi residenziali e delle spese federali”. A spiegarlo Jason Furman, presidente del Council of Economic Advisers della Casa Bianca, sottolineando la forte crescita dei consumi, “il secondo aumento più rapido dal 2006 e contrariamente alla tendenza degli ultimi anni”. Nel complesso, “le componenti più stabili e persistenti del PILl, consumi e investimenti nel reddito fisso, sono cresciuti in modo solido (+3%)”, ha detto Furman, ricordando che il presidente Barack Obama “continua a compiere passi per rafforzare la crescita economica e gli standard di vita, promuovendo una più marcata concorrenza e sostenendo l’innovazione”.

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