PIL, l’anemica crescita dei consumi non sostiene l’economia italiana

(Teleborsa) – Difficilmente il PIL dell’Italia farà un balzo sostanzioso nell’immediato periodo.

E’ questa la conclusione cui è giunto l’Ufficio studi della Confederazione Generale Italiana dell’Artigianato (CGIA) di Mestre dopo aver analizzato la composizione del Prodotto interno lordo tricolore.

Su oltre 1.680 miliardi di ricchezza prodotta in Italia, quasi l’80% è riconducibile ai consumi interni che, a loro volta, sono composti per il 60,8% dalla spesa delle famiglie e un per un altro 18,8% dalla spesa della Pubblica Amministrazione.

In buona sostanza la gran parte del PIL tricolore è data dai consumi che, però, presentano anche quest’anno livelli di crescita molto modesti, rileva la Confederazione.

Nel 2017, infatti, l’aumento di quelli delle famiglie dovrebbe attestarsi all’1,4%; nell’Area Euro solo Francia (+1,1) e Grecia (+0,9) faranno segnare un risultato inferiore a quello del Bel Paese. Le spesa per consumi della PA, invece, registrerà quest’anno un modesto +0,7%.

Per recuperare gli effetti negativi prodotti dalla crisi ci vorrà ancora del tempo: rispetto al 2007 (anno pre crisi) bisogna ancora “riprendere” 2,8 punti di spesa delle famiglie e 1,7 di spesa della nostra Amministrazione pubblica.

Sebbene la variazione del PIL nazionale sia tornata ad essere positiva dal 2014, per riportarlo allo stesso livello registrato l’anno prima dell’avvento della crisi bisogna ancora “riconquistare” 5,4 punti percentuali.

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