PIL, Istat: guerra blocca ripresa, rischio impatto ben oltre 0,7%

(Teleborsa) – Con lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina, “c’è stato un blocco rispetto alla speranza di ripresa”. Lo ha detto il Presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo a SkyTg24 ribadendo la stima dell’Istituto su un possibile impatto negativo del conflitto di 0,7 punti di PIL. Il rischio, ha avvertito, è però che i valori possano diventare “decisamente più grandi”. La previsione era di arrivare ad aprile al PIL pre-pandemia, “ma non sarà così“, ha aggiunto.

“Come statistiche ufficiali non siamo in grado di poter dare un’indicazione rispetto a qualcosa che non è sotto controllo”, ha detto Blangiardo, parlando di inflazione. “Viviamo praticamente alla giornata”, ha detto, definendo il livello dei prezzi “preoccupante”, soprattutto per le famiglie meno abbienti. “Non c’è nulla che faccia sperare che le cose possano migliorare”.

Per l’ottavo mese consecutivo l’indice dei prezzi al consumo è in crescita. Una crescita spinta, essenzialmente, secondo Blangiardo, “dall’impennata dei costi energetici, che ha agito in maniera determinante”. Una crescita che “poi si è inevitabilmente propagata su tutti gli altri settori, compresi – ha spiegato – i beni elementari ed il cosiddetto carrello della spesa. Siamo a livelli che, in qualche modo, ci riportano al ’95. Dobbiamo cercare di definire una situazione che, peraltro, crea maggiore disagio soprattutto ai soggetti più deboli, diciamo pure alle famiglie più povere, perchè alla fine gli aumenti sono stati rilevanti proprio in quei beni che più costituiscono il carello della spesa di chi è meno abbiente, e dunque, in un certo senso, sente in misura maggiore l’effetto dell’inflazione: questo, ovviamente, è un elemento che bisognerebbe cercare di evitare”.

Quanto all’ondata di profughi e rifugiati in fuga dalla guerra in Ucraina “sicuramente” impatterà la demografia italiana. “Nel nostro Paese la popolazione ucraina è una delle prime, delle più presenti, ha sottolineato ancora il Presidente dell’Istat aggiungendo che “naturalmente aumenterà la componente straniera presente sul nostro territorio, che ad oggi è intorno ai 5,2 milioni circa e che potrebbe accrescersi in maniera piuttosto importante”.