Pil, Istat: crescita dello 0,3% nel primo trimestre, 1,4% su base annua

Balzo dei consumi, in diminuzione investimenti ed export

(Teleborsa) Nel primo trimestre il Pil italiano, destagionalizzato e corretto per il calendario, è cresciuto dello 0,3% sul trimestre precedente e dell’1,4% su base annua. Lo rende noto l’Istat, confermando le stime sui primi tre mesi del 2018 ma rivedendo al rialzo la crescita congiunturale relativa al quarto trimestre del 2017: dal +0,3% al +0,4%. Balzo dei consumi grazie all’aumento della spesa delle famiglie, in diminuzione investimenti ed export.

Coldiretti: “Aumenta gap tra Nord e Sud” – Calano dell’1,1% i consumi alimentari nel Mezzogiorno in contrapposizione all’aumento record registrato nel Centro Italia (+5,6%), nel Nord Est (+5%) e, in misura minore, nel Nord Ovest (+3,3%). Lo rivela un’ analisi della Coldiretti sui dati Ismea relativi al primo trimestre dell’anno, in occasione della diffusione dei dati Istat sul Pil.

SI ALLARGA LA FORBICELa spesa alimentare in crescita mediamente dell’1,4% è – sottolinea la Coldiretti – la principale voce del budget delle famiglie dopo l’abitazione, con un importo complessivo di 244 miliardi ed è quindi un elemento fondamentale per misurare la ripresa dell’economia. L’allargarsi della forbice dei consumi tra le diverse aree del Paese evidenzia le criticità ancora presenti nel percorso di uscita dalla crisi. Anche per questo – continua la Coldiretti – occorre evitare l’aumento delle aliquote Iva che rischia di alimentare una spirale recessiva. Il pericolo dell’aumento dell’Iva – conclude la Coldiretti – riguarda beni di prima necessità come carne, pesce, yogurt, uova, riso, miele e zucchero con aliquota al 10% e il vino e la birra al 22% che rappresentano componenti importanti nei consumi delle famiglie.

Federconsumatori: “Urgente scongiurare l’aumento dell’IVA e porre un freno alla guerra dei dazi” – Rispetto all’ultimo trimestre del 2017 si registra una lieve decelerazione della crescita, sottolinea Federconsumatori in una nota ufficiale. Il calo dell’export ha inciso in maniera determinante su tale andamento.
Uno scenario particolarmente allarmante, soprattutto alla luce dell’incauta politica dei dazi avviata oltreoceano dagli USA.
LA GUERRA DEI DAZI – In tal senso, a preoccupare i consumatori italiani, è la vera e propria guerra doganale che si prospetta, che rappresenta una enorme minaccia nei confronti del sistema produttivo italiano ed europeo. Tutto ciò non farà altro che rallentare ulteriormente la già debole crescita dell’economia del nostro Paese.
Se non si arriva ad una negoziazione tra UE e USA, il rischio è quello che l’Unione Europea dovrà assumere delle contromisure, rispondendo con l’imposizione di maggiorazioni sui prodotti provenienti dagli Stati Uniti. L’unica ricaduta di una simile politica sarà quella di aggravare il costo della vita dei cittadini, con rincari su un’ampia gamma di prodotti che vanno dalle sigarette al Bourbon, dai blue Jeans alle motociclette, dai cosmetici ad alcune marche di abbigliamento.

“Una prospettiva inaccettabile, che unita a quella che prevede l’aumento dell’IVA lascia intravedere ricadute insostenibili per i cittadini”, sottolinea Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori. “Per questo al neo Governo chiediamo di agire con urgenza su due questioni fondamentali e prioritarie: scongiurare l’aumento dell’IVA e farsi portatore in Europa di una posizione che miri a definire una tregua doganale con gli Stati Uniti”. 

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