PIL, CSC: l’economia italiana continua a galleggiare

(Teleborsa) – Segnali deboli dall’economia italiana, tra consumi ancora fiacchi e investimenti solo nel settore costruzioni. I tassi sono troppo alti, il credito in calo. L’export italiano finora tiene, frenato da un commercio mondiale a rilento, con gli USA a rischio frenata e la Cina che finora evita il rallentamento brusco. L’Eurozona cresce a fatica e la BCE resta espansiva, tenendo debole l’euro. È quanto si evince dall’analisi periodica “Congiuntura Flash” del Centro Studi Confindustria.

L’Italia è frenata. Nel 2° trimestre il PIL italiano è atteso ancora debole, dopo che nel 1° ha smesso di ridursi (+0,1%). Lo scenario, infatti, resta fragile. La produzione industriale è attesa in calo in aprile e in recupero a maggio; nel trimestre sarebbe in flessione (stime CSC). Preoccupa il basso livello degli ordini industriali domestici, pur risaliti di poco a maggio. L’indice PMI (Purchasing Managers’ Index) ha recuperato nella manifattura, ma resta in zona contrazione (49,1 in aprile); l’opposto nei servizi (50,4).

L’export finora tiene. Le vendite di beni sono risalite di poco in marzo (+0,1%), dopo il calo di febbraio, in linea con il rimbalzo delle vendite tedesche. Nel 1° trimestre l’export italiano di beni e servizi è cresciuto appena (+0,2%), l’import è caduto (-1,5%), segnalando debolezza della domanda interna. L’export è sostenuto dall’accelerazione in Svizzera, Regno Unito (anche per anticipare possibili scenari negativi), USA, Giappone; resta debole in Turchia, America del Sud, Medio Oriente. Le indicazioni per il 2° trimestre sono incerte: ordini esteri in flessione nel manifatturiero, ma euro che gioca a favore.

Investimenti solo in costruzioni. Positivo 1° trimestre 2019 per gli investimenti (+0,6%), grazie a quelli in costruzioni; in calo invece quelli in impianti e macchinari. Dagli indicatori per il 2°, pochi buoni segnali. A maggio la fiducia delle imprese è risalita, tornando ai livelli di fine 2018: il recupero è marcato nelle costruzioni, molto meno nel manifatturiero. Le condizioni in cui operano le aziende sono viste in peggioramento nel trimestre (indagine Banca d’Italia). E in aprile-maggio gli ordini interni dei produttori di beni strumentali sono rimasti fermi sui livelli del 1° trimestre, più bassi rispetto a fine 2018.

Consumi ancora deboli. La spesa delle famiglie ha registrato un modesto +0,1% nei primi tre mesi del 2019. L’ha sostenuta l’occupazione, cresciuta a marzo (+48mila unità nel 1° trimestre). Gli indicatori per il 2° forniscono segnali misti: la dinamica dei consumi resterà fiacca. L’ICC in aprile è aumentato dello 0,2% e la fiducia delle famiglie ha recuperato a maggio, sul clima economico e su quello personale, pur restando sotto i valori del 1° trimestre. Ma le immatricolazioni di auto sono diminuite in aprile e gli ordini interni dei produttori dei beni di consumo sono peggiorati in aprile-maggio.

Tassi troppo alti, credito in calo. A maggio il tasso sul BTP decennale è rimasto in media quasi invariato al 2,50%, lontano dai picchi. Ma è ancora mezzo punto sopra i valori di inizio 2018 e un punto e mezzo oltre il tasso in Spagna, che invece è in discesa. Ciò penalizza la competitività italiana. Il costo del credito resta ai minimi (1,4% a marzo), ma la stretta d’offerta ha già condotto in calo i prestiti alle imprese (-0,7% annuo). La Borsa ha sofferto a maggio (-9%), specie le quotazioni bancarie (-18%).

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