Pil, crescita a passo di gambero: Ocse e Istat tagliano stime

"La crescente incertezza" dovuta ai rialzi di tassi e spread "contrasterà l’effetto espansionista" della manovra, sostiene l'ente parigino nel suo Economic outlook

(Teleborsa) Italia e crescita, un binomio che stenta purtroppo a decollare. L’Ocse ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita per il nostro Paese, mentre al rialzo quelle su deficit e debito pubblico. Su quest’anno l’ente parigino pronostica un più 1% del Pil e sul 2019 un più 0,9 per cento, a fronte del più 1,5 per cento stimato dal governo, mentre “la crescente incertezza” dovuta ai rialzi di tassi e spread “contrasterà l’effetto espansionista” della manovra, sostiene l’Ocse nel suo Economic outlook. Anche sul 2020 è previsto un più 0,9 per cento del Pil.

DEFICIT AL 2,8% NEL 2020 – Nelle stime precedenti l’Ocse indicava più 1,2 per cento sul 2018 e più 1,1 per cento sul 2019.
Sul versante dei conti pubblici la previsione sul deficit è stata alzata al 2,5 per cento del Pil nel 2019 e al 2,8 per cento nel 2020, mentre il debito-Pil dopo una moderazione al 130,5 per cento nel 2018 si limerà al 129,9 per cento nel 2019 mantenendo lo stesso livello nel 2020.

Nel capitolo sull’Italia l’Ocse raccomanda “politiche di bilancio prudenti”, dopo che i tassi sui titoli di Stato sono cresciuti di 185 punti base da metà 2018, mentre il rilancio della crescita andrebbe perseguito con riforme strutturali.

Anche l’Istat ha rivisto al ribasso le previsioni per il Pil nel 2018 e si attende una crescita del prodotto interno lordo (Pil) dell’1,1% in termini reali per quest’anno, “in rallentamento” rispetto al 2017 quando il Pil era aumentato dell’1,6%.

La previsione precedente, diffusa a maggio, era di un incremento dell’1,4%. La crescita del Pil, invece, risulterebbe “in lieve accelerazione” nel 2019 (+1,3%). “In uno scenario di progressivo rallentamento dell’attività economica, nel terzo trimestre 2018il Pil italiano ha registrato, dopo tre anni di espansione, una crescita congiunturale nulla, che ha riflesso prevalentemente la fase di contrazione dell’attività industriale”, sottolinea l’Istat nel report sulle Prospettive per l’economia italiana nel 2018-2019.

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