PIL, Confindustria stima maggiori rischi al ribasso, il petrolio è fonte di instabilità internazionale

(Teleborsa) – Il 2016 dell’economia globale è iniziato “all’insegna delle turbolenze”, con crolli delle Borse e dei prezzi delle materie prime e rivalutazione del cambio effettivo dell’euro. Le condizioni finanziarie sono così diventate più restrittive, “come se” i tassi fossero aumentati di un punto percentuale, e la ritrovata alta fiducia complessiva di famiglie e imprese già ne risente.

Per Confindustria, “non è l’ambiente ideale per far prendere quota all’incremento del PIL italiano”. Tanto più che il credit crunch è stato sì un po’ allentato, ma rimane zavorrata l’erogazione di prestiti alle imprese a causa della grande mole di sofferenze, la stretta regolamentare sui requisiti di capitale delle banche e l’entrata in vigore del bail-in (che è più penalizzante per l’Italia): “un ostacolo serio per la risalita dell’attività economica” sottolinea il Centro Studi di Confindustria, nella congiuntura flash. 

Da Viale dell’Astronomia, avvertono, inoltre, sull’ulteriore forte caduta del prezzo del petrolio che “aggiunge spinta al reddito disponibile nei paesi consumatori” (per il Belpaese vale uno 0,2% di PIL in più quest’anno), però nell’immediato è insieme specchio e “fonte di instabilità internazionale”.

Tutte queste fibrillazioni segnalano che “lo scenario è diventato più sfidante, con maggiori rischi al ribasso”. Tuttavia, “il quadro resta favorevole”.

Gli USA vivono una ripresa robusta, l’Eurozona continua ad avanzare a passo moderato e la Cina rallenta secondo le attese. In tale contesto, gli industriali, sottolineano che il ritmo di recupero italiano è rimasto fiacco, ma “c’è stato un buon rilancio dell’export, che sarà sostenuto dai mercati dell’Eurozona”. 

Quanto all’occupazione, “marcia in presa diretta con l’economia e in linea con le previsioni di Confindustria”.

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