PIL, associazioni commercio e consumatori chiedono misure urgenti per rilancio sistema economico

(Teleborsa) – Se il dato odierno diffuso dall’Istat che vede il PIL attestarsi nel 2020 al -8,8%, seppur drammatico, era atteso, a preoccupare commercianti e consumatori sono le prospettive per i mesi a venire.

“Il calo era un dato largamente atteso, anche se le dimensioni risultano leggermente più contenute delle previsioni. Quest’ultimo elemento – rileva l’Ufficio Studi di Confcommercio commentando stima preliminare del PIL nel quarto trimestre 2020 diffusa oggi dall’Istat – determina un’eredità più favorevole per l’anno che è appena iniziato (2,3% a fronte dell’1,5% stimato), ma non modifica l’aspettativa che il 2021 si chiuda con una ripresa decisamente inferiore al 6% fino ad oggi indicato dal Governo”. Su tale considerazione – prosegue Confcommercio – “pesano le incertezze sull’evolversi della pandemia e la stima di un gennaio ancora negativo per l’attività economica, sia in termini congiunturali sia tendenziali. Né si possono trascurare forti dubbi sulla capacità del nostro sistema di superare le proprie debolezze strutturali semplicemente in risposta a una maggiore e repentina immissione di risorse pubbliche nell’economia, secondo l’equazione non dimostrata: ‘più soldi uguale più crescita’”.

“Le ombre si proiettano piuttosto sull’anno in corso, per il quale diventa cruciale la disponibilità dei vaccini e l’accelerazione della campagna vaccinale – sottolinea l’Ufficio economico Confesercenti –. L’obiettivo di una crescita del Pil nell’ordine del 6% nel 2021 resta fuori portata: a malapena si potrà arrivare al 4%, un valore assolutamente insufficiente a farci recuperare le perdite registrate rispetto al 2019. Anche per i consumi calcoliamo lo stesso andamento. È presumibile che il 2020 si sia chiuso con una perdita di oltre 100 miliardi (il 9% circa) e nel 2021 la crescita sarà solo del 3-4%”. Per Confesercenti “senza una normalizzazione dei consumi interni, possibile solo con i vaccini, il PIL non tornerà a crescere. Soltanto un pieno conseguimento delle vaccinazioni su ampia scala potrà ridurre le incertezze che hanno un impatto sui comportamenti di spesa e restituire alle famiglie la fiducia necessaria per riportare i consumi verso livelli pre-pandemici”.

“Le stime che il governo aveva inserito nella nota di aggiornamento del Def prevedevano già una caduta del PIL del -9%. Non siamo andati molto lontani da quella soglia, perciò non c’è nulla da esultare di fronte a un dato così drammatico e grave ma che al contrario sta segnando in modo profondo la vita delle persone e soprattutto delle nuove generazioni – ha affermato Federconsumatori commentando le stime Istat 2020 –. Le forze politiche hanno il dovere di dare al Paese un governo in grado di farsi carico di questa infinita emergenza mettendo da parte protagonismi, veti e posizioni ideologiche, ma pensando unicamente agli interessi degli italiani e agire per rilanciare un sistema economico in ginocchio e le conseguenti ricadute sociali. Riprendersi da una flessione di questa portata sarebbe difficile in un momento normale, lo è ancora di più mentre continuiamo a fare i conti con l’emergenza sanitaria determinata dalla pandemia in atto”. In tale scenario Federconsumatori sottolinea la necessità e l’urgenza di “sfruttare in maniera oculata, responsabile e costruttiva” tutte le risorse messe a disposizione dell’Europa. “Siamo di fronte ad una sfida cruciale, non è permesso nessun passo falso, tantomeno se commesso sull’onda di opportunità politiche. In quest’ottica – dichiara Emilio Viafora, presidente Federconsumatori – le prove muscolari a cui stiamo assistendo appaiono surreali rispetto alla situazione Paese. Non siamo interessati allo stucchevole dibattito su chi uscirà vincitore dopo la dissennata apertura della crisi di Governo perché ad essere sconfitti rischiano di essere gli italiani”. Da qui l’appello dell’associazione alla responsabilità delle forze politiche e al Parlamento perché “si dia subito vita ad un Governo in grado di assumere tutte le misure urgenti per il lavoro, per il rilancio economico e per uno sviluppo equo, teso a contrastare le disuguaglianze e le disparità che purtroppo abbiamo visto crescere ulteriormente nell’ultimo anno”.

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