Piero Angela sullo spread: “Porta via decine di miliardi”

Il noto divulgatore scientifico si è schierato ampiamente contro Lega e Movimento 5 Stelle, criticando la manovra finanziaria

Piero Angela si schiera contro la politica del governo M5S e Lega. La manovra finanziaria che si sta attuando è osteggiata dal divulgatore scientifico.

La manovra finanziaria dell’attuale governo italiano, con Lega e Movimento 5 Stelle fianco a fianco, sta suscitando reazioni contrastanti, tra politica, televisione ed elettorato. Le fazioni sono principalmente due, quella che ritiene giusto provare a fare qualcosa, pur rischiando, e chi invece trova del tutto deleterio operare in maniera così ‘sconsiderata’, andando contro i consigli dell’Europa.

La spaccatura tra le parti è netta ma ormai la strada è stata imboccata e, essendoci il futuro del paese in gioco, in fondo tutti sperano che Lega e M5S abbiano infine ragione. Alcuni sottolineano come soltanto inizialmente si vedranno dei frutti, per poi crollare. Altri invece, come il noto divulgatore scientifico Piero Angela, non vedo alcuna luce in fondo al tunnel.

Ospite del programma televisivo ‘Le parole della settimana’, in onda su Rai 3, Angela ha risposto alle domande del giornalista Massimo Gramellini, scagliandosi contro l’attuale governo con forza. A suo dire è molto grave che si sia scelto di finanziare taluni provvedimenti politici aumentando il debito italiano, facendo crescere lo spread.

Al centro della discussione c’è anche l’assenza di un piano a lungo termine: “Non sentiamo mai parlare i nostri politici, così come i mezzi d’informazione del resto, della necessità di occuparci dell’educazione, che dev’essere migliorata, così come l’attrattività del nostro paese. Chiunque voglia investire in Italia, trova una situazione che di certo lo disincentiva a farlo”.

L’Italia non è stata in grado di implementare la propria produttività per molto tempo, sottolinea Angela: “Siamo fermi ormai da 15 anni. Ci si ritrova sempre a fare i conti con la partita doppia, da ragioniere, con entrate e uscite. Ogni famiglia deve analizzare così le proprie finanze, che non lo faccia lo Stato, creando questo debito pubblico e facendo aumentare lo spread, è molto grave. Tutto questo ci porta via decine di miliardi di interesse”.

Per riuscire a rimettere in marcia il paese sarebbe necessario un piano politico in grado di distribuire equamente la ricchezza, in modo da consentire una nuova produttività. Parole che fanno discutere, infiammando le due fazioni in un senso e nell’altro.

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