Piazza Affari peggio del resto d’Europa. Pesano Cina e Corea

(Teleborsa) – Epifania drammatica per Piazza Affari, che esaspera la performance negativa delle altre Borse europee, a causa del crescendo delle tensioni geopolitiche e della crisi degli Emergenti. Pur con scambi al palo a causa della festività, il mercato di Milano ha visto affiorare vendite su auto e banche, i settori che erano andati meglio negli ultimi mesi del 2015.

I listini oggi hanno scontato i rinnovati timori per la crisi della Cina alla luce degli ultimi dati giunti dalla seconda economia al mondo ed a dispetto delle misure varate da Pechino per calmare gli investitori. A peggiorare il sentiment anche le tensioni geopolitiche, quelle nel Golfo, con Arabia Saudita e Iran ai ferri corti, e quelle appena emerse in Estremo Oriente, con la Corea del Nord che ha annunciato di aver condotto un test sulla bomba all’idrogeno.

Ad aggravare la situazione l’ennesimo tracollo dei prezzi del petrolio, che ha anche messo in ombra la fitta schiera di dati macroeconomici, in primis quelli del PMI in Eurozona. e quelli di ADP sull’occupazione in USA. Praticamente nulla la reazione dei mercati.

L’Euro / Dollaro USA è sostanzialmente stabile e si ferma su 1,076. Seduta positiva per l’oro, che sta portando a casa un guadagno dell’1,29%. Il Petrolio (Light Sweet Crude Oil) crolla del 4,03%, scendendo fino a 34,52 dollari per barile.

Sui livelli della vigilia lo spread, che si mantiene a 96 punti base, con il rendimento del BTP decennale che si posiziona all’1,48%.

Tra le principali Borse europee, scivola Francoforte, con un netto svantaggio dello 0,93%, in rosso Londra, che evidenzia un deciso ribasso dell’1,16%, e spicca la prestazione negativa di Parigi, che scende dell’1,29%.

Pioggia di vendite sul listino milanese, che termina con una pesante flessione del 2,58%; sulla stessa linea, profondo rosso per il FTSE Italia All-Share, che si ferma a 22.223 punti, in netto calo del 2,40%. Negativo il FTSE Italia Mid Cap (-1,25%), come il FTSE Italia Star (-1,2%).

Nella Borsa di Milano, il controvalore degli scambi nella seduta odierna è stato pari a 2,16 miliardi di euro, in calo di 0,6962 milioni di euro, rispetto ai 2,86 miliardi della vigilia; i volumi si sono attestati a 0,61 miliardi di azioni, rispetto ai 0,97 miliardi precedenti.

Tra i 222 titoli trattati, 34 azioni hanno chiuso la sessione odierna in progresso, mentre 169 hanno chiuso in ribasso. Invariati i restanti 19 titoli.

In luce sul listino milanese il comparto Chimici, con un +0,64% sul precedente. In fondo alla classifica, i maggiori ribassi si sono manifestati nei comparti Servizi per la finanza (-3,36%), Media (-3,33%) e Banche (-3,29%).

Giornata nera a Piazza Affari, dove un solo titolo ad alta capitalizzazione è in attivo, la Ferrari di Maranello, che chiude a 44,6 euro, sostanzialmente stabile rispetto alla vigilia (+0,02%) dopo aver toccato prezzi superiori ai 46 euro. 

IFra i peggiori c’è Banca Mediolanum, che ha archiviato la seduta a -5,39%. Fra i bancari, in caduta libera anche Banca Popolare dell’Emilia Romagna, che affonda del 4,44%, Banco Popolare che scivola del 4,3% ed Unicredit del 4,05%, quest’ultima anche a causa di un downgrade di JP Morgan. 

Pessima performance per Fiat Chrysler Automobiles, che registra un ribasso del 5,20%, dopo il rally degli ultimi giorni, seguito al debutto di Ferrari ed alle immatricolazioni. Sessione nera anche per la controllante Exor, che lascia sul tappeto una perdita del 4,52%.

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