Piazza Affari, IPO in ritirata. Ma quotazione resta opportunità

(Teleborsa) – Dopo i primi due mesi di conflitto, che hanno fatto crollare le valutazioni azionarie e completamente bloccato le nuove quotazioni, a maggio si è registrato un po’ di ottimismo sui mercati. Non tanto perché sono tornati acquisti e liquidità, ma per il semplice fatto che le vendite si sono fermate e gli indizi azionari sono riusciti a chiudere il mese in sostanziale pareggio. Ciò ha anche riacceso le speranze di IPO, con numerose aziende che avevano già puntato la borsa prima del conflitto in Ucraina e che tra fine e maggio e inizio giugno hanno annunciato di aver iniziato l’iter per lo sbarco a Piazza Affari. Da grandi realtà come Plenitude e De Nora, che ben cavalcano anche i temi della transizione energetica e della rivoluzione green, alle tante PMI mirano a Euronext Growth Milan (EGM) per dare slancio alla propria crescita e acquisire visibilità.

Nel giro un paio di settimane l’ottimismo è però subito svanito e c’è stata un’ondata di rinvii a data da destinarsi, possibilmente subito dopo l’estate. “Il flusso delle IPO è indubbiamente rallentato, perché c’è molta più prudenza da parte degli investitori e un’oggettiva difficoltà da parte delle aziende a portare a termine operazioni ai valori che loro desiderano – afferma Paolo Verna, responsabile equity capital market e co-fondatore di Envent Capital Markets – C’è quindi una discrepanza tra domanda e offerta, al netto del fatto che sul mercato ci sono delle belle realtà che si stanno proponendo per la quotazione”.

Le quotazioni fin qui

Il 15 giugno è arrivata su EGM Bellini Nautica, che ha raccolto 3,8 milioni di euro, ha rappresentato l’ottava ammissione da inizio anno sul mercato di Borsa Italiana dedicato alle piccole e medie imprese e ha portato a 178 il numero delle società attualmente quotate su Euronext Growth Milan. Le altre da inizio anno sono state High Quality Food (giugno), Redelfi (giugno), Bifire (Maggio), Farmacosmo (marzo), Rocket Sharing (febbraio), Technoprobe (febbraio), Altea Green Power (febbraio). Sul listino principale sono arrivate Civitanavi (febbraio) e Iveco (a gennaio, come spin-off di CNH Industrial). Nel 2021, alla stessa data, erano arrivate 13 aziende sull’ex AIM Italia e 3 sull’ex MTA.

Anche a livello di raccolta i numeri sono diversi. Bellini ha raccolto 3,8 milioni di euro, mentre gli obiettivi iniziali erano a circa 8 milioni di euro. High Quality Food ha raccolto 2,9 milioni, Redelfi 3,4 milioni, Bifire 10 milioni, Farmacosmo 23 milioni, Rocket Sharing 4 milioni, Altea Green Power 5 milioni. Technoprobe, un assoluto outlier per il segmento, ha incassato 712,5 milioni. Il totale del segmento EGM, escludendo Technoprobe, è di 52,1 milioni di euro, per un valore medio di 7,4 milioni di euro e un valore mediano di 4 milioni di euro. Al 28 giugno 2021, le 12 società sbarcate sull’ex AIM Italia (escludendo la SPAC Revo) avevano raccolto complessivamente 96,1 milioni di euro, per un valore medio di 8 milioni di euro e un valore mediano di 5,3 milioni di euro.

Le quotazioni di queste settimane sono state comunque costrette a ridimensionare le proprie ambizioni e a portare a termine raccolte piuttosto basse. Il valore economico non è però la sola motivazione per procedere allo sbarco in borsa. “Spesso la quotazione parte perché hai un fabbisogno finanziario che con la raccolta riesci a soddisfare – afferma Corinna zur Nedden, amministratrice delegata di Ambromobiliare – Ma noi diciamo sempre agli imprenditori che ci sono almeno tre motivi per quotarsi: il primo è la valutazione immediata sul mercato (che potrebbe essere utile per un futuro M&A carta contro carta, ad esempio), la seconda è la raccolta e la terza è lo standing e la visibilità che ottieni verso tutti gli stakeholders (azionisti, investitori, fornitori, potenziali dipendenti)”.

Il consiglio che la consulente sta dando alle società è quello di magari ridurre l’offerta, mettere meno sul mercato in questa prima fase di avvicinamento al mercato (con effetto diluitivo inferiore), però “entrare nel club”. “In questo modo fai parte di un sistema che poi ti permette magari tra un anno di fare un aumento di capitale sul secondario, senza necessità di documento di ammissione”, spiega zur Nedden, che non condivide il pessimismo di tanti operatori, non vede un mercato “morto” per le IPO e pensa che “le equity story belle hanno sempre successo“.

I rinvii più importanti

Il 23 giugno ENI ha deciso di posticipare l’offerta pubblica iniziale delle azioni ordinarie di Plenitude, il business retail e legato alle energie rinnovabili del Cane a sei zampe (precedentemente nota come Eni Gas e Luce), per il deterioramento delle condizioni di mercato rispetto all’annuncio dell’avvio dell’iter di quotazione del 9 giugno. Le due società hanno valutato che “la volatilità e l’incertezza che attualmente coinvolgono i mercati richiedano un’ulteriore fase di monitoraggio”.

Epta, gruppo italiano attivo nella refrigerazione commerciale, ha congelato lìIPO fino a settembre, secondo quanto scritto da Reuters, che a inizio giugno aveva riferito che l’azienda guidata da Marco Nocivelli stava valutando di quotarsi prima di agosto su Borsa Italiana con un obiettivo di enterprise value pari a 1,8 miliardi di euro.

Allargando lo sguardo a fuori dall’Italia, il 20 giugno ABB (multinazionale svizzero-svedese operante nella robotica, nell’energia e nell’automazione) ha deciso di rimandare l’offerta pubblica iniziale (IPO) della sua attività di mobilità elettrica, mentre il 17 giungo Thyssenkrupp (gruppo industriale tedesco specializzato nella lavorazione dell’acciaio), ha deciso di astenersi da un’IPO di Thyssenkrupp Nucera, joint venture tra Thyssenkrupp (66%) e la società italiana De Nora (34%).

Per un’azienda che sospende il processo di quotazione, non è però nemmeno così scontato riprenderlo. “Dipende in che stadio del percorso di IPO ti sei fermato – afferma l’AD di Ambromobiliare – Se ti sei fermato quando hai già incontrato tutto il mercato, allora avrai problemi a presentarti prima di 24 mesi. Un investitore può dire: ti avevo già valutato 30 e tu adesso mi dici che vali 60, cosa è cambiato? Se non hai dei fondamentali che sono cambiati radicalmente, la valutazione non può variare in modo significativo”.

Chi va avanti

Le IPO non si sono però fermate, anche se gli investitori sono molto più selettivi. Ad avere maggiore accesso ai mercati potrebbero essere le società che cavalcano tendenze secolari e che appartengono a settori in crescita. Secondo Verna, “gli investitori sono orientati verso aziende un po’ meno growth e con più solidità, magari in comparti dove la visibilità della crescita è più solida: il 5G, il cloud e la cybersecurity nel mondo IT; rinnovabili e idrogeno nel mondo green. In ogni caso le dimensioni dell’operazione inevitabilmente scendono, perché molti investitori che erano attivi l’anno scorso non ci sono più e quelli che continuano a essere attivi sono più prudenti”.

Domani arriva in borsa Erfo, società attiva nel settore nutraceutico, che ha chiuso il collocamento a 1,5 euro per azione, esattamente a metà della forchetta comunicata precedenza (tra 1,4 e 1,6 euro per azione) con circa l’80% delle manifestazioni di interesse istituzionali provenienti da investitori esteri. L’offerta è da 3,5 milioni di euro e la società si quota su Euronext Growth Milan.

Suona la campanella il 29 giugno anche Generalfinance, che ha ottenuto un prezzo di offerta di 7,20 euro per azione, per una capitalizzazione alla data di inizio delle negoziazioni di 91 milioni di euro (comprensivi dell’aumento di capitale di 20,2 milioni di euro). Si tratta di un valore nella parte bassa della forchetta comunicata in precedenza (7,12-7,63 euro per azione). La società guidata da Massimo Gianolli, intermediario finanziario specializzato nel factoring alle PMI distressed, si quota su Euronext STAR Milan.

Il giorno successivo, 30 giugno, arriva a Palazzo Mezzanotte De Nora, azienda specializzata nell’elettrochimica e attiva nella filiera della produzione industriale dell’idrogeno verde. Ha chiuso il collocamento a quota 13,50 euro per azione, al limite inferiore della forchetta comunicata in precedenza (tra 13,50 euro e 16,50 euro per azione). Con una capitalizzazione di 2.723 milioni di euro all’avvio delle negoziazioni, si quota su Euronext Milan.

Focus sulle small cap

Altre società hanno annunciato la volontà di quotarsi su Euronext Growth Milan, senza certezze sul buon esito dell’operazione e sulle tempistiche. Energy, società attiva nell’offerta di sistemi integrati di accumulo di energia (Energy Storage System, ESS) ha comunicato il 20 giugno l’intenzione di quotarsi con un’offerta totalmente in aumento di capitale. Rigsave, casa di gestione patrimoniale bresciana nata su iniziativa di Michele Basilicata, Giovanni Gervasi e Salvatore Gervasi, ha detto a Teleborsa di aver deciso di posticipare la quotazione a dopo l’estate. Continua a lavorare alla quotazione anche Pozzi Milano, storico brand milanese del lusso in corso di rilancio da parte degli imprenditori Diego Toscani (CEO di Promotica) e Rinaldo Denti (ex CEO Dmail e Frendy Energy e imprenditore attivo da 30 anni in vari settori).

In questo scenario di mercato complicato, se accettano di portare a termini collocamenti inferiori, hanno comunque più probabilità di successo le IPO di piccole realtà. Per le small cap è più facile accettare una valutazione inferiore e beneficiare dei benefit non monetari della quotazione rispetto a nomi già affermati che non si possono permettere di portare a termine operazioni non in linea con i loro obiettivi. In questo senso “le small cap rimangono un’ottima opportunità d’investimento, perché si portano dietro due vantaggi: il primo è che le small cap italiane sono strutturalmente sottovalutate rispetto alle altre e il secondo è che tendono a essere meno volatili. Questo perché sono meno liquide e sono mediamente comprate da investitori che non cercano trading, che sono italiani e che sono meno esposti al rischio”, spiega il co-fondatore di Envent.

Verna si aspetta comunque che rispetto allo scorso anno, quando negli ultimi mesi si è assistito a un vero e proprio boom di IPO su EGM, la contrazione del numero di quotazioni sarà superiore al 50%. “In base allo stato attuale del mercato, se a fine anno arriveremo a 15-20 quotazioni sarà un successo“, afferma.

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