Piazza Affari in coda alle borse europee

(Teleborsa) – Si amplia il rosso delle principali borse europee che trascinano giù anche Piazza Affari.

Digerita la riunione della Fed che ieri 21 marzo 2018, ha alzato il costo del denaro di un quarto di punto all’1,50-1,75% centrandole attese degli analisti, rimangono i timori da una possibile guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Il presidente Trump, oggi 22 marzo, si prepara ad annunciare l’applicazione nuovi dazi alle importazioni cinesi che potrebbero voler dire un un pacchetto di restrizioni del valore di 60 miliardi di dollari.

Nessuna sorpresa dalla Bank of England (BoE) che  ha lasciato invariati i tassi di interesse allo 0,50% e ha mantenuto invariato il piano di acquisto di asset (Quantitative Easing).

L’Euro / Dollaro USA continua la seduta poco sotto la parità, con un calo dello 0,26%. Lieve calo dell’oro, che scende a 1.328,9 dollari l’oncia. Il Petrolio (Light Sweet Crude Oil) continua la seduta poco sotto la parità con una variazione negativa dello 0,28%.

Tra i listini europei in rosso Francoforte che mostra un -1,14%. In calo Londra che scende dello 0,97, e Parigi scende dell’1,27%.

Giornata “no” per la Borsa italiana, in flessione dell’1,32% sul FTSE MIB. Sulla stessa linea, il FTSE Italia All-Share perde l’1,25%, continuando la seduta a 24.770 punti.

In questa giornata da dimenticare per Piazza Affari, nessuna Blue Chip mette a segno una performance positiva. I più forti ribassi si verificano su Terna che continua la seduta con -3,69%. Il Gruppo ha annunciato i conti 2017 e il Piano strategico al 2022.

Tonfo
di STMicroelectronics, che mostra una caduta del 3,00%.

Lettera su Exor, che registra un importante calo del 2,60%.

Affonda Buzzi Unicem, con un ribasso del 2,45%.

Tra i migliori titoli del FTSE MidCap, Fincantieri (+5,02%), in attesa dri conti Banca Popolare di Sondrio (+4,97%) che beneficia della decisione della Corte Costituzionale che ha boccia come “infondate” le questioni di costituzionalità sollevate dal Consiglio di Stato sulla riforma delle banche popolari che ha previsto la trasformazione degli istituti popolari in società per azioni.

In salita Rai Way (+2,24%) FILA (+1,14%) dopo i conti annunciati ieri 21 marzo.

Le più forti vendite, invece, si manifestano su Datalogic che prosegue le contrattazioni a -5,50%.

Crolla Credito Valtellinese con una flessione del 3,95%.

Vendite a piene mani su Anima Holding che soffre un decremento del 3,93%.

Pessima performance per Salini Impregilo che registra un ribasso del 2,96%.

Piazza Affari in coda alle borse europee