Piano ristrutturazione Ilva: le due diverse visioni di sindacati e Confindustria

(Teleborsa) – Gli esuberi nel piano di ristrutturazione di Ilva scendono dai 5.500 ipotizzati all’inizio a 4.200. E’ quanto e’ emerso nel corso dell’incontro a Palazzo Chigi fra sindacati metalmeccanici e Governo che hanno affrontato il tema del futuro del gigante siderurgico di Taranto dopo l’aggiudicazione dello stabilimento a ArcelorMittal e Marcegaglia. Lo hanno riferito gli stessi sindacati al termine della riunione che si è tenuta venerdì 9 giugno a Palazzo Chigi. L’obiettivo delle confederazioni sindacali resta quello di ridurre ulteriormente il numero degli esuberi.

“Il ministro dello Sviluppo economico ci ha confermato che, sulla base delle nostre richieste, hanno già modificato, in fase di assegnazione della gara, i numeri dell’organico”,ha a spiegato il segretario generale della UILM Rocco Palombella. Il piano industriale di Ilva “va modificato: tutti i lavoratori devono rimanere all’interno della stessa società”, ha continuato il sindacalista. Riteniamo che ci siano le condizioni, al salire della produzione” e una volta realizzati “gli interventi di ambientalizzazione dello stabilimento”, ha aggiunto, perchè “tutti gli organici possano essere ricollocati, e tutti possano continuare a lavorare”. 

Sull’Ilva, ha parlato anche il Presidente di presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, che ha detto: “abbiamo avuto due grandi cordate, meno male perché era in condizioni non facilissime tra Procura di Taranto e conti. Arrivano investitori in questo Paese e, invece di fare tappeti rossi, facciamo contestazioni sui piani di ristrutturazione”.

Boccia ha aggiunto: “È evidente che i piani possano avere delle distonie in termini di occupazione, l’importante è creare occasioni di lavoro complessive e non concentrarci sulle singole aziende”.

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