Pfizer, la politica americana contraria alla fusione con Allergan

(Teleborsa) – La candidata democratica per le presidenziali americane, Hillary Clinton, ha attaccato il piano di fusione di Pfizer con l’irlandese Allergan, dicendo che ciò farebbe male ai contribuenti statunitensi, sollecitando un giro di vite legislativo su operazioni simili.

“Questa fusione, così come altre del suo genere, mettono in difficoltà i contribuenti statunitensi”, ha detto la Clinton in una dichiarazione rilasciata ieri durante un comizio della sua campagna elettorale. “Come presidente mi batterò per riformare il nostro sistema fiscale per premiare la crescita, l’innovazione e la creazione di posti di lavoro qui negli Stati Uniti. Non possiamo ritardare interventi legislativi su operazioni che allontanano le corporate americane dal loro domicilio fiscale originario, erodendo la loro base imponibile”.

Hillary Clinton ha detto che nelle prossime settimane firmerà una proposta in tal senso, proprio per frenare operazioni simili.

Contrari all’operazione anche i due principali concorrenti democratici della Clinton, il senatore Bernie Sanders e l’ex governatore del Maryland, Martin O’Malley, che hanno dichiarato che fusioni del genere confermano come il sistema tenda a favorire le società più degli individui della classe media.

Perplessità sull’operazione sono state avanzate anche dal candidato repubblicano Donald Trump.

Accordi come quello tra Pfizer e Allergan, in cui le imprese statunitensi si trasferiscono “amministrativamente” all’estero, sono diventati un tema caldo della politica Usa, nell’ultimo anno.

Mentre l’argomento gioca a favore della campagna dei candidati democratici, alcuni dei contendenti repubblicani, tra cui Trump, colgono la palla al balzo sostenendo l’urgenza di modifiche del diritto tributario per abbassare le aliquote dell’imposta sulle società, per eliminare operazioni di questo tipo.

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