Petrolio si stabilizza dopo tracollo ultimi giorni

(Teleborsa) – Crollano le quotazioni del petrolio, rendendo vano il taglio operato da Opec e Russia meno di due settimane fa in merito alla produzione di greggio. Una carambola in cui il greggio ha perso il 10% in pochi giorni, spingendo le quotazioni ai minimi da oltre un anno.

I prezzi del Brent e del WTI, che oggi recuperano qualche posizione, si attestano rispettivamente a 56,33 dollari e 46,32 dollari, comunque sui minimi toccati la viglia quando il greggio nordamericano aveva ceduto oltre il 7%.

Un andamento, che soffre gli stessi timori dei listini azionari, che guardano con preoccupazione all’incertezza della politica monetaria statunitense e alle tensioni commerciali con la Cina. Ma che ancor di più sconta fattori più specifici, come la crescita incessante dello shale oil.

Inoltre, nonostante i tagli operati dall’Opec e dai produttori esterni al cartello, la Russia continua a spingere la produzione in vista del ridimensionamento previsto per gennaio 2019, mentre gli Stati Uniti continuano a lavorare il greggio a pieno regime. Una condizione che accresce il timore di un eccesso di offerta, in un momento in cui l’economia globale tende a rallentare, potrebbe ancora calare la domanda di oro nero.

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