Petrolio, prezzi di nuovo deboli in attesa dell’OPEC

(Teleborsa) – Il prezzi del petrolio non sono riusciti a tenere i guadagni dei giorni scorsi, dopo che l’Arabia Saudita ha ribadito che è pronta a rapportarsi con gli altri produttori per stabilizzare i mercati globali, in virtù di una grossa decorrelazione con le altre materie e con il rally delle borse di tutto il mondo.

Il rame, per la prima volta dal 2009 è sceso sotto i 4.500 dollari a tonnellata, come anche la soia, scivolata sotto il minimo degli ultimi 6 anni, incidendo sulla performance dell’indice Dow Jones-AIG Commodity, sceso su livelli visti nel 1999.

Grosse fratture anche sul mercato dei cambi, con il rublo russo e peso cileno scesi fortemente contro il dollaro Usa.

Mentre i contratti future sul greggio sono saliti sopra i 42 dollari al barile, a seguito di un rapporto della agenzia di stampa saudita sulle possibilità di cooperazione con altri produttori per stabilizzare i prezzi, Barclays ha detto che la dinamica attuale dei prezzi non riflette alcun cambiamento della politica saudita, il più grande membro dell’OPEC, l’Organizzazione che raggruppa molti paesi esportatori di petrolio.

“E’ difficile vedere che cos’altro possa muovere il prezzo del greggio oltre alle dichiarazione dei sauditi”, ha detto Giovanni Staunovo, analista di UBS AG di Zurigo. “La riunione dell’OPEC si terrà il 4 dicembre, per cui molti operatori potrebbero chiudere le loro posizioni corte.”

Petrolio, prezzi di nuovo deboli in attesa dell’OPEC