Petrolio, parte male il 2019

(Teleborsa) – Prezzi del petrolio in calo nella prima seduta del nuovo anno, in scia alle preoccupazioni per lo stato di salute dell’economia globale che hanno continuato a suscitare timori di una frenata della domanda cinese di greggio. Dopo che l’attività manifatturiera di Pechino si è contratta per la prima volta in 19 mesi.

I prezzi del Brent e del WTI si attestano rispettivamente a 53,54 dollari e 45,06 dollari, in calo entrambi dello 0,80% circa.

Un sondaggio Reuters, pubblicato lo scorso 31 dicembre, ha rilevato che i prezzi del greggio sono destinati a rimanere sotto i 70 dollari al barile, nel 2019, dato che la produzione in eccedenza, in gran parte proveniente dagli Stati Uniti, e il rallentamento della crescita economica, mineranno gli sforzi dell’OPEC a equilibrare il mercato.

Secondo l’indagine che ha coinvolto 32 economisti e analisti, il petrolio Brent del Mare del Nord raggiungerà una media di 69,13 dollari al barile quest’anno, oltre 5 dollari in meno rispetto alla proiezione del mese scorso.

L’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio e altri produttori, inclusa la Russia, noti collettivamente come OPEC plus, hanno invece concordato all’inizio di questo mese di tagliare la produzione di 1,2 milioni di barili al giorno (bpd) per cercare di drenare le scorte globali di greggio e sostenere i prezzi. Ma i tagli non sono previsti fino a gennaio e i prezzi sono diminuiti di oltre il 15% dall’annuncio.

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Petrolio, parte male il 2019