Petrolio ostaggio della Russia che tentenna (di nuovo…)

(Teleborsa) – E’ il solito copione, l’OPEC si accorda per una linea politica e resta ostaggio della Russia, che tentenna fino all’ultimo, avallando con una certa difficoltà i tagli decisi dai principali produttori del cartello.

L’OPEC riunito a Vienna ha trovato un compromesso difficile, nonostante le divisioni al suo interno, annunciando una riduzione di 1,5 milioni di barili al giorno (1 milione del cartello e mezzo dei membri esterni), che andrà ad aggiungersi dai 2,1 milioni già annunciati in precedenza.

Ma l’ultima parola sta ancora alla Russia, principale membro esterno della formulazione allargata ormai nota come Opec Plus, che deciderà oggi se avallare o meno le decisioni assunte la vigilia. Un appoggio che non è certo scontato visto che intanto il Ministro delle Finanze russo Anton Siluanov ieri continuava a tenere una posizione prudente al rgyuargo e sosteneva che l’accordo non è stato ancora raggiunto.

La decisione assunta ieri dai Ministri petroliferi del cartello è “condizionata” al sì dell’Opec Plus ed un eventuale rifiuto della Russia potrebbe aprire diversi scenari: l’Opec potrebbe scegliere di andare avanti da solo, così alterando le quote di mercato attuali fra produttori Opec e on Opec, oppure il cartello potrebbe scegliere di revocare il taglio come sostengono vari produttori interni.

Nel frattempo, il petrolio viaggia in netto ribasso, anche a causa delle incertezze di carattere globale legate al Coronavirus. Il light crude americano al Nymex segna un calo di quasi il 2% a 45 dollari al barile, mentre il Brent perde il 2,14& a 48,92 dollari/barile.

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