Petrolio, OPEC e Russia valutano un aumento della produzione

(Teleborsa) – La Russia e l’OPEC potrebbero aumentare la produzione di petrolio a partire dal secondo semestre dell’anno.

Parlando in occasione del Forum economico di San Pietroburgo il Ministro dell’Energia dell’Arabia Saudita, Khaled Al-Falih, ha dichiarato di “ritenere possibile” un incremento dell’output di oro nero per riequilibrare il mercato e “assicurarsi che resti in salute”.

Al-Falih ha poi detto di aver avuto colloqui in tal senso con il Ministro dell’Energia russo, Alexander Novak, il quale si è detto pienamente d’accordo circa un possibile aumento della produzione.

Le tempistiche, ha poi aggiunto, non sono ancora certe. Sicuramente l’argomento sarà affrontato in occasione del meeting dell’Organizzazione dei Paesi esportatori in agenda a Vienna il prossimo 22 giugno. Eventuali aggiustamenti entreranno quindi in vigore a partire dal terzo trimestre del 2018.

Diversi i fattori che hanno fatto schizzare il petrolio oltre gli 80 dollari al barile (livello più alto dal 2014): il ripristino delle sanzioni all’Iran da parte degli Stati Uniti, la crisi del Venezuela – sul quale pure la Casa Bianca sta minacciando nuove sanzioni a causa della rielezione del Presidente Maduro – i tagli agli investimenti operati negli scorsi anni e l’estensione dei tagli alla produzione concordata da OPEC e Russia nel 2017.

Oggi i futures sul West Texas Intermediate (WTI) stanno cedendo quasi due dollari al barile a 68,85 dollari al barile mentre il Brent arretra di 1,78 dollari al barile a 77 dollari al barile.

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