Petrolio, Messico accetta riduzione produzione ma inferiore a richiesta Opec

(Teleborsa) – Il presidente messicano Andres Manuel Lopez Obrador ha annunciato i tagli alla produzione di petrolio di 100.000 barili al giorno dopo aver parlato con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Si tratta di una riduzione del 5,5% e non del 23% come era stato richiesto dai Paesi dell’Opec.

“Ho parlato con il presidente Trump e abbiamo deciso di ridurre la produzione di 100.000 barili al giorno. Gli Stati Uniti hanno promesso di ridurre ulteriormente la produzione di 250.000 barili al giorno per aiutare il Messico”, ha detto Obrador in una conferenza stampa.

La riluttanza del Messico è stato il principale ostacolo per finalizzare l’accordo petrolifero atteso da tempo con l’biettivo di stabilizzare le quotazioni di greggio.

Ilvertice di ieri si è chiuso quindi con l’auspicato taglio della produzione di 10 milioni di barili al giorno, valido sin da ora e per i mesi di maggio e giugno. In seguito, la riduzione dell’offerta sarà limitata a 6 milioni di barili, ma questa stretta sarà in vigore sino all’aprile 2022, un tempo molto lungo ed adeguato a superare l’attuale stato di crisi dell’economia globale.

Anche questo vertice aveva rischiato di fare un buco nell’acqua o di chiudersi con un accordo al ribasso (6-8 milioni di barili), a causa della diversa visione di Russia, Arabia e Stati Uniti, ma erano circolate anche voci di un taglio fin a 20 milioni di barili. Poi il preaccordo in serata e la decisione finale che sembra accontentare tutti. A bloccare l’accordo fino all’ultimo era stato il Messico, non concorde sulla quota assegnata, mentre l’Arabia ridurrà l’output di 3,3 milioni e la Russia di 2 milioni.

(Foto: drpepperscott230 / Pixabay)

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