Petrolio, l’OPEC canta il requiem ai produttori esterni al Cartello

(Teleborsa) – La strategia dell’OPEC di tenere bassi i prezzi del petrolio per “far fuori” i Paesi che producono a costi più elevati comincia a portare frutti.

Oggi l’International Energy Agency ha tagliato le stime sull’output dei Paesi esterni al Cartello. La produzione è vista ora al di sotto degli 0,3 milioni di barili al giorno rispetto ai 2,2 MGB indicati a inizio anno.

Sempre nell’Oil Market Report di dicembre, l’AIE ha confermato per il 2016 un rallentamento della domanda globale di 1,2 milioni di barili al giorno a 98,8 MBG, mentre quella dell’anno in corso è vista a 94,6 MBG, in rialzo di 1,8 milioni di MBG.

Non buona la reazione del petrolio, già provato – è ai minimi di sette anni – dal meeting dell’OPEC di venerdì scorso in occasione del quale l’Organizzazione dei Paesi esportatori ha deciso di allineare il tetto produttivo alla produzione effettiva. 

Un aumento puramente simbolico, dato che la produzione effettiva dell’OPEC già si scostava dal target indicato in precedenza di 30 milioni, che non non fa che confermare la strategia del “wait & see”. I produttori di petrolio rinunciano a parte delle proprie entrate, facendo scendere ancora i prezzi e provocando una selezione naturale dell’offerta dei membri esterni all’OPEC (Russia e Stati Uniti).

In questo momento futures sul Wti in scadenza a gennaio cedono quasi mezzo dollaro a 36,35 dollari, quelli sul Brent, stessa scadenza, cedono 64 cent a 39,09 dollari.

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