Petrolio, la domanda globale scenderà. Focus sul vertice di settembre

(Teleborsa) – In calo anche oggi le quotazioni di greggio, penalizzate dall’incremento inatteso delle scorte settimanali negli Stati Uniti e dai livelli record toccati dalla produzione dell’Arabia Saudita. I prezzi restano tuttavia ben sopra i 40 dollari al barile. Il Brent si attesta a Londra a 44,2 dollari, il WTI americano a 41,44 dollari. 

Ieri, l’EIA, divisione del Dipartimento dell’Energia americano, ha reso noto che, nella settimana terminata il 5 agosto scorso, gli stock di greggio sono aumentati di 1,1 milioni di barili a fronte di un calo di 1 milione di barili stimato dagli analisti. 

L’offerta di petrolio inizierà a scendere molto gradualmente nella seconda parte dell’anno. Nello stesso tempo, però, la crescita della domanda globale rallenterà. Lo stima l’International Energy Agency (IEA), l’agenzia internazionale per l’energia, che ha pubblicato il rapporto mensile sul petrolio in cui ha tagliato le proprie previsioni sulla domanda globale di greggio.

Secondo l’IEA, infatti, il prossimo anno la richiesta di oro nero si attesterà a 1,2 milioni di barili al giorno, in calo di 100 mila barili al giorno rispetto alle previsioni fornite lo scorso mese e in contrazione di 200 mila barili rispetto agli 1,4 milioni di quest’anno.

L’OPEC stima per il prossimo anno un maggiore equilibrio tra domanda e offerta mondiale di petrolio. Nel rapporto di agosto sull’andamento del mercato petrolifero, stima una crescita della domanda giornaliera di petrolio intorno a 1,15 milioni di barili. Il consumo giornaliero mondiale di petrolio si porterà al nuovo picco storico di 95,41 milioni di barili dai 94,26 milioni di barili del 2016.

Gli investitori guardano con ansia al vertice informale dei membri OPEC che dovrebbe tenersi alla fine di settembre, ad Algeri. Ma nel frattempo cresce lo scetticismo del mercato sull’efficacia dell’incontro. Tra gli addetti ai lavori, infatti, prevale la netta maggioranza di chi crede che sia l’ennesimo flop come accaduto lo scorso aprile.

Ad alimentare lo scetticismo sono i nuovi record segnati dall’Arabia Saudita che non lasciano speranze. Solo nel mese di luglio, il leader del cartello ha estratto in media 10,67 milioni di barili al giorno, registrando così un nuovo massimo storico dopo quello già record di 10,56 milioni riportato a giugno 2015.

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