Petrolio e Fed deprimono i listini asiatici

(Teleborsa) – Tutti segni meno tra le maggiori Borse asiatiche, che seguono lo scivolone di Wall Street nel FOMC Day.

Come ampiamente atteso, ieri sera la Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi di interesse mostrando una certa preoccupazione per l’attuale volatilità dei mercati.

Resta comunque aperta la porta ad un eventuale nuovo incremento del costo del denaro nel meeting di marzo.

Non aiuta l’attuale volatilità del petrolio, sostenuto dai rumors per un taglio della produzione ma, nello stesso tempo, zavorrato dal balzo delle scorte negli Stati Uniti.

Quanto alla mai sopita sindrome cinese, la Bank of China ha iniettato nuova liquidità nel sistema, cosa che ha favorito la Borsa di Shanghai solo momentaneamente. Ora l’indice Composite sta lasciando sul parterre il 2,91% mentre Hong Kong lima lo 0,43%.

Debole Tokyo con il Nikkei che arretra dello 0,71% a 17.041 punti, il più ampio Topix che cede lo 0,61% a 1.392 punti. A dominare la cautela in vista dell’incontro di politica monetaria della Bank of Japan che culminerà domani con l’annuncio tassi. Non pochi analisti stimano che domani l’Istituto nipponico potrebbe annunciare nuove misure espansive.

Tra i mercati già chiusi, Seul ha registrato un progresso dello 0,48%, Taiwan dello 0,70%.

Tra le Borse ancora in contrattazione, invece, Singapore e Jakarta sono piatte, Bangkok sale dello 0,50%, Kuala Lumpur dello 0,21%.

Petrolio e Fed deprimono i listini asiatici