Petrolio di nuovo giù in attesa del vertice fra Iran e Iraq

(Teleborsa) – Il petrolio torna a scivolare sui mercati internazionali delle commodities, sulle incertezze per le strategie future dei Paesi produttori, dentro e fuori dall’OPEC. Il mercato appare infatti troppo rifornito ed il surplus sta causando un accumulo di scorte su livelli record, che da tempo pesa sui prezzi del greggio ed ha abbattuto il suo valore di circa il 70% in due anni.

Il patto di congelamento siglato ieri dall’Arabia Saudita con Russia, Venezuela e Qatar non ha convinto pienamente gli operatori di mercato, perché si è limitato a confermare una produzione ai massimi del mese di gennaio. Il deal impatta per il 21% della produzione mondiale di greggio, dato che Russia ed Arabia Saudita sono i maggiori produttori mondiali con oltre 20 milioni di barili di output al giorno. Resta però da capire come si muoveranno i produttori più piccoli. 

L’attenzione si sposta ora sull’Iran, che questa settimana ha fatto partire la prima petroliera verso l’Europa carica di 4 milioni di barili di petrolio. Oggi è in agenda un vertice Iran-Iraq per fare il punto della situazione.  

Nel frattempo, il contratto sul Light Crude al Nymex perde lo 0,6% a 28,87 dollari al barile, mentre il Brent a Londra cede lo 0,4% a 32,05 dollari al barile.

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