Petrolio avvia settimana in rialzo. Opec+ verso mini aumento output

(Teleborsa) – Continuano a crescere le quotazioni del petrolio che incorpora l’attesa di un forte aumento della domanda globale, con lo scemare dei contagi da coronavirus e la ripartenza, soprattutto per il settore aereo. Una ripresa che sembra più che controbilanciare l’atteso aumento dell’output Opec.

L’Opec+, la formulazione allargata dei produttori di greggio che comprende membri del cartello e membri esterni, si riunirà domani a Vienna per decidere il da farsi, ma stando alle attese prevalenti dovrebbe decidere per un mini aumento della produzione, come già fatto a maggio.

Alla scorsa riunione, i membri dell’Opec+ avevano annunciato una strategia di aumenti progressivi della produzione, a carattere mensile, definita fino al mese di luglio. Ma la riunione potrebbe essere l’occasione per confermarla fino alla fine di agosto. Le aspettative all’interno del cartello non sono unanimi: se da un lato la Russia spinge per un aumento maggiore della produzione, dall’altra, Riad propende per la linea di massima cautela, nell’eventualità che possa verificarsi una nuova ondata di Covid.

C’è poi la questione Iran, che ha ripreso la via del dialogo con le controparti internazionali, USA e AIEA, e sembra più incline a riavviare il discorso per lo stop al nucleare, che consentirebbe di abbattere le sanzioni e ripristinare una produzione normale per il Paese mediorientale.

Proprio in vista delle riaperture e di un calo delle tensioni geopolitiche, Goldman Sachs prevede per quest’anno un aumento della domanda di greggio nell’ordine di 4,6 milioni di barili. Un aumento che non potrà essere compensato dalla produzione esterna all’Opec+, che la banca d’affari ha ridotto di 0,25 milioni, anche per effetto dell’accumulo precedente di scorte. Ne consegue che il cartello dovrà farsi carico di un aumento produttivo più importante nell’ordine di 2,8 milioni da qui a dicembre e, se la ripresa post Covid proseguirà, sarà necessario un ulteriore aumento di 2 milioni l’anno prossimo: metà soddisfatto dall’Opec+, metà in capo ai produttori esterni.

Quanto al prezzo del greggio, gli analisti di Goldman hanno rivisto al rialzo la stima da 75 a 80 dollari al barile, proprio per tener conto di un maggiore sbilanciamento domanda-offerta.

Il Light crude avvia la settimana in rialzo dello 0,6% a 66,74 dollari al barile, mentre il Brent registra un incremento dello 0,58% a 69,12 usd/b.

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