Petrolio, Arabia e Russia insieme per la stabilità dei prezzi

(Teleborsa) – L’Arabia Saudita e la Russia hanno deciso di cooperare per mantenere la stabilità dei prezzi dell’oro nero, anche se Ryad ha precisato che c’è tempo per congelare la produzione.

Quello siglato oggi tra il ministro dell’energia russo, Alexander Novak e quello saudita, Khalid Al-Falih, in occasione del summit del G-20 in Cina, permetterà ai due maggiori produttori di petrolio al mondo responsabili della produzione di oltre il 21% del consumo mondiale di petrolio, di monitorare da vicino l’andamento dei prezzi del greggio per sviluppare misure e azioni comuni.

L’Arabia Saudita ha però precisato che non serve congelare la produzione di petrolio ora e che c’è tempo per prendere un simile provvedimento.

Immediata la reazione del petrolio: sul New York Mercantile Exchange, il Light Sweet Crude scadenza ottobre, segna un rialzo dell’1,87% a 45,24 dollari al barile mentre il Brent Crude guadagna l’1,55% a 47,95 dollari.

L’attenzione degli addetti ai lavori è tutta rivolta alle parole del presidente russo Putin che ha auspicato un’intesa tra i principali esportatori sui livelli produttivi in occasione del vertice OPEC di Algeri, di fine settembre.

Petrolio, Arabia e Russia insieme per la stabilità dei prezzi
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